Bari, a 18 anni dal rogo riapre il "Petruzzelli"

Riapre i battenti a diciotto anni dall'incendio il teatro Petruzzelli. Ieri una serata per i rappresentanti delle istituzioni e i vip, oggi una replica per mille cittadini estratti a sorte

Bari - "Per me l’inaugurazione comincia oggi e si conclude domani", ha detto il sindaco di Bari, Michele Emiliano, entrando nel teatro Petruzzelli. Il teatro s’inaugura dopo 18 anni dall’incendio che ne distrusse gli interni nel 1991. Il riferimento del sindaco è alla doppia serata inaugurale: un concerto dedicato ai rappresentanti istituzionali e ai vip e una replica il giorno successivo per un migliaio di cittadini estratti a sorte e per le maestranze che hanno partecipato alla ricostruzione.

"Concordanza" L’armonia di suoni della musica per superare le polemiche che hanno accompagnato la ricostruzione del teatro Petruzzelli e riportare "concordanza" in tutta la nazione con un segno forte di rinascita del Sud. E' con questo auspicio è tornato a riempirsi il teatro barese. Augurio che è stato esplicitato dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta, nel suo discorso prima del concerto, ed evocato anche dalle note dell’Inno d’Italia, suonato in apertura della serata dall’orchestra della Provincia diretta dal maestro Fabio Mastrangelo, e da quelle dell’Inno alla gioia che chiude la nona sinfonia di Beethoven.

Musica, ricostruzione e polemiche Le polemiche che hanno accompagnato la ricostruzione sono state aspre dall’inizio e fino all’ultima, quella relativa alla serata della prima dedicata solo a vip e istituzioni e non ai cittadini e alle maestranze come avrebbe voluto il sindaco. Ed è stato proprio Letta a farvi riferimento. "Sul Petruzzelli c’è stato un grande dispendio di parole e di polemiche che hanno contribuito a ritardare questa serata" ha sottolineato. "Ora mi auguro - ha detto ancora - che le parole e le polemiche cedano finalmente il posto alla musica che è scienza di concordanza di voci e suoni e, come diceva Boccaccio, anche scienza di sapere moderare le voci".