Via alla battaglia contro il killer delle piante

Trenta Comuni lombardi infestati, con focolai a Milano, Varese e Brescia; altri sessanta paesi «cuscinetto». Migliaia di piante uccise o abbattute, preoccupazioni per le aree boscate.
Brutto effetto collaterale della globalizzazione: con la moda dei bonsai è stato importato dall’estremo oriente un terribile parassita: il tarlo asiatico. Un coleottero innocuo per l’uomo, ma devastante per gli alberi. Ha una speciale predilezione per le piante ornamentali, ma non va troppo per il sottile: rose, aceri, platani, noccioli, meli, peri, castani, faggi. «Mangia» un pò di tutto.
Ogni femmina depone settanta uova: la popolazione dell’anhoplophora può arrivare anche a decuplicarsi di anno di anno. E per ora non esistono rimedi, se non la distruzione della pianta che il tarlo ha eletto a domicilio. Ad oggi in Lombardia sono circa seimila le piante colpite, 3.500 quelle già abbattute, con una spesa di 700mila euro. Niente al confronto delle distruzioni provocate in Cina: 50 milioni di piante «vittime», e 200 milioni di dollari persi.
La Regione Lombardia vuole fermare l’invasione, e ha già programmato, con il suo «braccio verde», Ersaf, l’eradicazione di altri 12mila alberi, da rimpiazzare con la piantumazione di verde immune. Le specie vegetali consigliate nell’area della quarantena sono castagni, frassini, noci, pini, ciliegi, querce; e fra le ornamentali la magnolia, l’ulivo, la paulonia.
Quanto al taglio delle piante colpite dal parassita, non si tratta di un semplice «consiglio»: i servizi fitosanitari della Regione hanno il dovere di intervenire, e i cittadini quello di collaborare. Quindi chi è affezionato al giardino di casa dovrà farsene una ragione, se non vuole che i tecnici dell’Ente regionale per i servizi all’agricoltura e alle foreste si facciano accompagnare in cortile dalla forza pubblica.
Se l’insetto avesse colpito le coltivazioni sarebbe stato più facile controllarlo. La proliferazione nei parchi cittadini e nei condomini rende più difficoltoso il censimento. Ma è urgente impedire l’invasione degli ambienti forestali. Per questo la Regione Lombardia, oltre a stanziare fondi per abbattimenti e riforestazione (8 milioni di euro), chiede la collaborazione di cittadini ed enti locali, mettendo a disposizione delle segnalazioni un numero verde.
«Non siamo ancora in una fase di emergenza - ha spiegato il neo assessore all’Agricoltura, Luca Ferrazzi, alla sua prima uscita pubblica dopo l’insediamento - ma si tratta di un grosso problema che rischia di minare seriamente il nostro patrimonio boschivo». Anche perché - come ha spiegato Mario Colombo, docente dell’Istituto di entomologia dell’Università Statale di Milano - ora non c’è alcun modo per debellarlo», se non la riduzione in segatura della pianta. In realtà allo studio ci sono anche interventi chimici e biologici. Una soluzione potrebbe essere l’«alleanza» con sei «parassiti del parassita», due funghi e un nematode (una specie di minuscola angiulla) tutti agenti in grado di distruggere l’anhoplophora. Sono in corso ricerche per verificare l’efficacia di questi rimedi. Per ora il tarlo asiatico ha la meglio sull’uomo.