«È una battuta infelice, la Chiesa deve sempre dare»

«La Chiesa ha già dato». L’espressione usata da don Roberto Davanzo, direttore della Caritas ambrosiana, nel momento in cui si diceva «fiducioso» nel ritorno alla collaborazione con il Comune per la vicenda delle case da assegnare ai rom, rappresenta per lo scrittore Vittorio Messori «una battuta un po’ infelice», ma «alla quale non va dato peso eccessivo». Il Giornale ha raggiunto l’autore di best-seller a margine di un suo intervento alla Fiera del libro di Brescia.
Messori, il direttore della Caritas di Milano sostiene che sui rom «la Chiesa ha già dato». Che cosa ne pensa?
«Penso innanzitutto che dovremmo smetterla di essere politicamente corretti...».
Prego? A che cosa si riferisce?
«All’uso della parola rom, che definisce soltanto una delle etnie degli zingari. Provi a chiamare rom dei sinti e poi mi dica che cosa le rispondono».
Ci dica allora, come dobbiamo chiamarli?
«Dobbiamo chiamarli come li abbiamo sempre chiamati, cioè zingari, che non è una parolaccia, ma deriva dal latino egipti e si ritrova ad esempio nell’inglese gipsy. Quando fecero la loro comparsa, nel 1300, non sapendo da dove arrivassero, si pensò che fossero un popolo misterioso proveniente dell’Egitto. Da qui il loro nome. Invece, com’è noto, le loro origini sono nel Nord dell’India».
Grazie per la precisazione. Ma veniamo alla «Chiesa che ha già dato»...
«Beh, come battuta mi pare un po’ infelice, anche se inviterei a non enfatizzarla troppo...».
Può spiegare perché la considera «infelice»?
«Perché per sua stessa natura la Chiesa non smette e non smetterà mai di dare. Probabilmente il responsabile della Caritas intendeva dire, con quella espressione, che la Chiesa ha già detto ciò che doveva, perché quanto al fare, non potrà mai fermarsi».
Il senso però non sembrava quello che lei dice, il direttore della Caritas don Davanzo si riferiva proprio a ciò che la Chiesa milanese ha già fatto per i nomadi.
«Non voglio entrare nella polemica in atto tra la Curia ambrosiana e il Comune di Milano perché non ho alcun titolo per farlo. Ricordo comunque che è vero che la Chiesa ha già dato, come è vero che ancora dà. A livello locale, a Milano, come pure a livello nazionale e internazionale. C’è l’Opera migranti, e davvero in tante situazioni la Chiesa è la sola a prendersi cura degli zingari, organizzando missioni, mettendo a disposizione cappellani, fornendo aiuti concreti. Dunque è vero che dà. Non credo però che possa dire di aver “già dato”».
Con quella battuta don Davanzo rispondeva al vice sindaco De Corato, che invita la diocesi a mettere a disposizione degli zingari il proprio patrimonio immobiliare. E gli spiegava che questo è «in qualche modo ciò che la Chiesa ha sempre fatto».
«Appunto, la Chiesa continua a dare. Questa è la realtà e questo è il messaggio. Bastava soltanto non usare quella battuta. Perché non è bello sentirsi rispondere così da chi per sua natura e vocazione è chiamato continuamente a dare».