Benni recita la storia del Paz dopo «I Pescecani» di Volterra

L’arte e la vita del disegnatore negli ultimi giorni di Pompeo

Matteo Failla

Puntuale come ogni estate - quando i teatri hanno ormai concluso la propria stagione e la «Milano teatrale» si riposa per recupera le forze – ecco arrivare la rassegna estiva Da vicino nessuno è normale, che l’associazione Olinda organizza da ormai nove anni presso l’ex Ospedale psichiatrico Paolo Pini.
Dopo l’inaugurazione di ieri sera, con il ritorno a Milano dei detenuti-attori della compagnia della Fortezza, protagonisti de I Pescecani, ecco che questa sera sarà la volta del primo grande appuntamento di teatro: Stefano Benni salirà sul palco come voce narrante del Pompeo di Andrea Pazienza. Ed è triste e al tempo stesso straordinaria la storia di Pazienza, il “Paz”, come veniva spesso chiamato quel giovane e talentuoso disegnatore di fumetti, anche se sarebbe meglio definirlo illustratore a tutto campo.
Morì una notte di giugno del 1988 a Montepulciano, a 32 anni, stroncato dall’eroina, una compagna di viaggio che aveva tentato più volte di allontanare senza riuscirci e che ha interrotto una carriera che lo avrebbe portato a rivoluzionare «in toto» il fumetto italiano: tra i venti e i trent’anni del resto era già diventato uno dei nomi più influenti nell’ambiente. Ma da quella notte il suo nome e la sua eredità artistica entrarono a far parte del mito, tanto che a poco tempo dalla tragedia nacque a Cremona un «Centro fumetto Andrea Pazienza».
Stefano Benni conosceva Andrea: lo spettacolo di stasera sarà un suo sentito omaggio all’arte e alla vita di quel talentuoso ragazzo. E il Pompeo è l’opera che maggiormente risente del riflesso della complessa personalità dell’artista, una vera sintesi artistica che con trasparenza «disegna» la vita del Paz ormai prossima al declino. Narra gli ultimi giorni di vita di un insegnante di fumetto e della sua morte annunciata. Pompeo è l’ultima delle sue opere, un testamento consegnato alla storia. È un fumetto che si presenta sotto forma di diario, con una forma narrativa ricca di pensieri che prendono il posto dei dialoghi. I disegni contenuti al suo interno sono fatti con poca china e molto pennarello e i materiali usati sono tutta carta di riporto.
E sarà la voce dell’amico Benni a raccontare questa storia degli ultimi giorni di Pompeo, una vicenda apocalittica già dal principio; ci introduce con «spaventosa» chiarezza nella vicenda umana dello stesso Pazienza, facendo sentir schiavo dell’eroina anche colui che non lo è mai stato. Ad impreziosire il reading di Benni ci sarà Camilla Missio, musicista bolognese collaboratrice di Andrea Mingardi, che accompagnerà la narrazione con il suono del basso e del contrabbasso elettrico.
«Cari Voi che mi avete seguito sin qui – scriveva Pazienza nella postilla agli “Ultimi giorni di Pompeo”-, così finisce l’ultima puntata di Pompeo e, presumo, anche un lungo capitolo della mia vita».

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