Il benzinaio e gli altri eroi banali Sul web una gaffe dà la celebrità

Dal giornalista bestemmiatore, al bidello ossessionato dagli elettrodomestici

da Milano

Geni si nasce, celebrità del web si diventa. Meglio se inconsapevolmente. Vittime di ignoti «benefattori» frequentatori di youtube. Ma la popolarità non è scontata, arriva per caso. E il motivo è banale: diverte di più.
A Tiziano Lugaresi è bastata una telefonata a un centro d’assistenza per diventare il benzinaio più famoso d’Italia. «Ero davvero arrabbiato perché la stampante non funzionava mai - racconta con il suo marcato accento romagnolo - ma non potevo immaginare che sarei diventato un idolo per le mie imprecazioni colorite». E invece qualcuno ha messo on line la registrazione della telefonata e presto è diventata un cult. Non solo tra gli adolescenti, ma anche tra chi la scuola l’ha finita da un pezzo: c’è chi la tiene sul cellulare, chi l’ascolta su youtube e chi la spedisce agli amici via mail. «Sono trascorsi due anni - continua il benzinaio di Cesenatico - ma ogni giorno qualcuno viene a fare benzina da me per chiedermi l’autografo, o scattarmi una fotografia».
Gli esperti del web parlano di «diffusione virale»: la popolarità, infatti, si propaga come un virus. Una differenza: non conta la vicinanza fisica, piuttosto quella «tribale», basta far parte di una comunità per esserne contagiati. In principio fu il bidello Mario Magnotta, diventato celebre per la sua frase «mi iscrivo ai terroristi!» detta a improbabili interlocutori telefonici che lo perseguitavano. Lo scherzo, organizzato contro di lui da alcuni studenti della scuola dove lavorava, prima ancora di diventare un classico del web, fece il giro della penisola grazie alla duplicazione in musicassette. Ma se Lugaresi e Magnotta hanno imparato a riderci su, altri non hanno proprio digerito l’inaspettata popolarità. «Non ho alcun commento da fare», risponde, gelido, al telefono il giornalista veronese Germano Mosconi. Poi riattacca. A 75 anni, dopo una carriera trascorsa nell’emittente Telenuovo come cronista sportivo, non ne vuole sapere di essere diventato famoso grazie ai suoi fuori onda conditi con bestemmie e parolacce, rubati da qualche tecnico e poi messi sul web. Recentemente una giovane band demenziale veronese se ne è servita per fare un video musicale girato all’interno della basilica di San Zeno. Ma questa è solo l’ultima faccia della Mosconi-mania; cercando tra i filmati di youtube si trova di tutto: remix di canzoni, cartoni animati, film e, per i più blasfemi, anche il primo discorso di Papa Benedetto XVI. La costante? Sono tutti rigorosamente doppiati con gli improperi di Mosconi.
Non mancano poi gli imprenditori di se stessi, chi per gioco o vanità spera di imitare il successo di queste celebrità inconsapevoli. Da ultima una ragazza che ha pensato di filmarsi mentre canta una canzone di Giorgia. Il particolare: alle note alterna rutti sonori. E se già più di 11 milioni di persone (1.1042.451 a voler essere precisi) hanno visto il suo video su youtube, forse vuol dire che il virus ha cominciato a diffondersi. Ma per diventare un idolo del web non è sempre necessario mettere in piazza le proprie doti artistiche, infatti, c’è chi preferendo la «scienza» ai rutti ha avuto particolare fortuna. La formula è semplice: due sedicenti scienziati provocano un’esplosione inserendo una mentos in una bottiglia di Coca-Cola. Un successo di contatti per una moltitudine di emuli, perché sul web funziona così: se una formula diverte, si ripete. E così la scorsa estate il singolo Frangetta è diventato uno dei tormentoni delle discoteche in tutta Italia. La prima versione della canzone, «Milano is burning», è stata subito ripresa da ragazzi di molte città. Parole diverse, stessa musica e medesimo obiettivo: prendere in giro le adolescenti frivole che, in fondo in fondo, a Torino non sono poi così diverse da quelle di Napoli.