Berlusconi: "Lavoro, nel 2010 sono a rischio 20 milioni di impieghi"

Europa in allarme per gli effetti della crisi sull'occupazione: nel 2010 saranno bruciati 20 milioni di posti di lavoro. Berlusconi: &quot;Previsioni negative, ma non lasceremo nessuno indietro&quot;. Palazzo Chigi ha già stanziato 36 miliardi contro la crisi, ma potrebbe arrivare fino a 40<strong><a href="/a.pic1?ID=340372"></a></strong>

Roma - L'Europa guarda agli effetti della crisi sull'economia reale e sul lavoro. E si preoccupa. I numeri sull’occupazione sono, infatti, "preoccupanti" e "le previsioni negative". Durante la conferenza stampa finale del G8 del lavoro, il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha sottolineato che "ci saranno, secondo le previsioni, 20 milioni di posti di lavoro in meno nel 2010 e questo crea una grande preoccupazione in tutti i governi". E, per far fronte a questo, il premier lancia il social pact. "Il concetto di non lasciare nessuno da solo applica la dottrina sociale della Chiesa - ha spiegato Berlusconi - abbiamo tradotto nell’economia la dottrina della Chiesa cattolica".

Garantire la coesione sociale "I governi debbono far sì che sia mantenuta la coesione sociale. È questo il fattore più importante". Berlusconi ha ricordato quanto detto durante il congresso del Pdl e ha ribadito: "Non lasceremo nessuno indietro e porteremo il Paese fuori dalla crisi". Berlusconi ha sottolineato come lo Stato "non può disinteressarsi del bene dei lavoratori". Proprio per questo è pronto a proporre un social pact ai governi che parteciperanno al G20: "Un patto globale che possa sostituire al pessimismo l’ottimismo, alla sfiducia la fiducia e trasformare la paura in speranza". Secondo Berlusconi, serve inoltre "una regola precisa", che a partire dalla prossima Commissione Europea "possa parlare solo il presidente ed il suo portavoce". Il premier ha, infatti, spiegato di non condividere quanto avviene in Europa "con i commissari europei che si mettono a fare prediche".

Generare fiducia Berlusconi è tornato a sottolineare la necessità di un clima di fiducia per fare uscire il paese dalla crisi, clima non aiutato da alcune stime "diramate da certuni che fanno opposizione non tanto al governo ma ai cittadini". Questo, ha detto il premier in occasione della conferenza conclusiva del G8 lavoro contribuisce alla costruzione di "un clima di paura che attanaglia". Per il premier, invece, "dobbiamo insistere e fare di tutto affinchè gli italiani non cambino stile di vita" ed ha ricordato che nonostante i previsti risparmi sulle bollette e della benzina ancora il 50% dei lavoratori che avevano deciso di cambiare auto hanno preferito rinviare questo momento. "Sono stato il primo a predicare che questa crisi sarà più o meno lunga a seconda della fiducia che hanno nel futuro i cittadini".

No al protezionismo Il premier ha ribadito "un 'no' assoluto al protezionismo che porta solo danni". Il protezionismo, ha aggiunto Berlusconi, porta "massimamente danni a noi". il presidente del Consiglio ha, poi, approfittato dell'occasione per ricordare le proteste sorte in Inghilterra contro i lavoratori italiani e ha ringraziato "il governo inglese per aver bloccato quella iniziativa".

Le misure del governo italiano Palazzo Chigi ha già stanziato 12 miliardi di euro e nell’ultimo Cipe ne abbiamo stanziati altri 8. In tutto sono 36 miliardi, che però possono arrivare a 40 perché gli italiani hanno di fronte uno Stato che li sosterrà. "Ci troveremo davanti due anni di difficoltà in cui dovremo rinunciare ad alcuni interventi - ha puntualizzato Berlusconi - non sono spaventato se ci sarà un aumento del debito pubblico per affrontare una spesa provvisoria che è la prima necessità". "Nessuno - ha aggiunto il Cavaliere - può dire e dice di avere la ricetta giusta, ma il governo italiano ha agito con saggezza, tempestività e rigore usando il buon senso". Oltre a una cassa integrazione allargata ai precari, Palazzo Chigi ha infatti previsto aiuti per chi vuole diventare imprenditore fondare un’impresa. "Come ho già detto se io stessi in cassa integrazione non starei in casa a guardare la televisione e girarmi i pollici - ha spiegato il premier - ci saranno, quindi, incentivi nei confronti di nuove forme di imprenditoria".

Un applauso alla Fiat L’incoraggiamento del presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, alla sigla dell’accordo tra Fiat e Chrysler è stata salutata da Berlusconi come "una soddisfazione per tutti gli italiani". È il riconoscimento dell’eccellenza di una nostra grande impresa", ha detto il presidente del Consiglio augurandosi che "l’accordo si concluda con il finanziamento da parte dello Stato americano".