Bersani, la farsa delle firme anti-Cav Ma per il Pd la colpa è de il Giornale...

Bersani gongola: &quot;Raccolte più di dieci milioni di firme&quot;. Ma sul sito ufficiale prima scrivono un milione, poi correggono. Zero controlli sui nomi: <strong><a href="/fotogallery/le_firme_pd_contro_berlusconi/id=2889-foto=1-slideshow=0" target="_blank">guarda la gallery</a></strong>

Moana Pozzi, Giovanni Paolo II e anche Benito Mussolini. Ci sono pure loro tra le dieci milioni di firme raccolte dal Partito Democratico per l'iniziativa Berlusconi dimettiti. Firme fasulle che hanno fatto infuriare i vertici del partito che, tanto per cambiare, ha dato la colpa a noi del Giornale. "La raccolta on line delle firme anti-Berlusconi momentaneamente sospesa sul sito del Pd, e questo per stoppare l’attacco portato da Libero e il Giornale, che avevano suggerito ai loro lettori di inserire nomi fasulli nella raccolta per delegittimare l’iniziativa", dice il Pd in un comunicato ufficiale. Dopo pochi minuti il sito del Giornale che per primo ha dato la notizia delle firme false (mentre Libero ci ha copiato, senza citarci con scarsa eleganza) smentisce nel modo più assoluto queste dichiarazioni. L’accusa è infondata, il Giornale.it ha seguito l’iniziativa del Pd notando diverse anomalie. Le foto che ritraggono le firme fasulle sono state scattate nel pomeriggio prima che l’articolo fosse pubblicato e Il Giornale non ha in alcun modo consigliato ai lettori di inserire nomi di fantasia tra i firmatari, ma si è limitato a fare del giornalismo andando a verificare quanto lo stesso Pd ha pubblicato sul sito. Il Partito Democratico piuttosto dovrebbe chiarire: è vero o no che nessun documento d’identità era richiesto per firmare la petizione?

Il Pd ha raggiunto "l’obiettivo" di 10 milioni di firme di italiani che chiedono le dimissioni di Silvio Berlusconi e comincerà a consegnarle il prossimo 8 marzo. Parola di segretario del Pd. E' così fiero della crociata Pierluigi Bersani da annunciarlo gongolante in una conferenza stampa alla Camera. L’iniziativa ha avuto "un successo incredibile, anche agli occhi di chi, come noi, sono anni che organizza gazebo. In quattro settimane abbiamo allestito 20mila gazebo in tutta Italia, abbiamo inviato 4 milioni di moduli ad altrettante famiglie italiane, abbiamo raccolto le firme on-line e continueremo ancora durante il prossimo fine-settimana".

La gaffe del sito Ma a sciorinare tutti questi numeri, c'è il rischio di confondersi. E così pare sia successo. Il trionfalismo di Bersani stona fortemente con quanto viene visualizzato sul sito ufficiale del Pd. In basso a destra, infatti, il proclama recitava: "Abbiamo già raccolto 1.082.076 firme" (poi, quando si sono accorti dell'errore hanno chiuso la pagina e aggiunto lo zero mancante). Ma a scanso di daltonismo, riguardando meglio a quel numero manca uno zero per arrivare a confermare gli annunci festanti di Bersani. Un errore di stampa o un lapsus freudiano? Tra un milione e rotti e più di dieci milioni intercorre una differenza non da poco. Ma c'è da scommettere che il Pd respingerà le accuse al mittente, affermando magari che quel numero si riferisca solo ai firmatari on line.

Nomi illustri Sarà pure, ma sfogliando la lista dei firmatari della petizione si scoprono nomi illustri: Fidel Castro, Gheddafi, Moana Pozzi, Himmler, Wojtyla, Vittorio Emanuele di Savoia, Giuseppe Garibaldi e lo stesso Berlusconi, desideroso di aiutare Bersani nell'intento di farlo dimettere. Cliccando sull'invito a vergare le dimissioni del premier si scopre poi una totale assenza di controlli.

La prova Abbiamo provato a firmare l'appello anche noi, naturalmente con un nome inventato, convinti che ci venisse subito bloccato l'accesso o richiesto un documento di riconoscimento. Niente di tutto questo, anzi la risposta è stata: "Grazie per aver aderito". E come per magia, dopo qualche secondo, il nostro falso nome "Francesco Pingitorre", di Aosta, compare nella lista dei firmatari. Insomma, nessuno controlla la veridicità dei dati. Poi c'è la possibilità di scaricare il modulo, stamparlo e firmarlo. Ma lo stesso utente può benissimo scaricare quanti moduli vuole, tanto non è richiesto altro che nome, cognome, città, indirizzo e mail. Nessun documento di identità.

Pochi iscritti Ma la campagna del Pd ha voluto fare le cose in grandi. E dunque è possibile anche invitare altri amici tramite internet o firmare addirittura via Facebook.  Sulla pagina ufficiale del Pd "Berlusconi dimettiti" hanno dato la certezza di partecipare solo 11 persone, 86 non hanno ancora deciso. Peccato che la pagina si riferisse alla raccolta già passata del 28 febbraio. Nell'altra pagina Facebook dedicata alle dimissioni di Berlusconi, i membri registrati sono 40 mila, ben lontani dai numeri di Bersani.

I banchetti Sul capitolo dei banchetti per la raccolta di firme, permangono poi gli stessi dubbi di cui, non solo noi, ma anche testate non certo berlusconiane, avevano lamentato settimane fa. Per esempio, passando vicino a uno di questi banchetti, a Milano al mercato di via Ardissone, angolo via McMahon, non è stato difficile ascoltare l'invito dei promotori dell'iniziativa rivolto a due egiziani. Perché, come dire, tutte le firme fan buon brodo. E così, dopo le file di cinesi alle primarie di Napoli, non stupirebbe che se ne aggiungessero altre di persone inventate o di extracomunitari. Nell'attesa che arrivi l'8 marzo, rimane la curiosità di visionare queste fantomatiche "milionate di firme". Una curiosità tutta nostra, visto che le altre testate non hanno menzionato il successone di Bersani nemmeno in un trafiletto...