«Bibbia Educational», da oggi per gli studenti la fede è multimediale

Parte in Lombardia Bibbia Educational, un percorso interculturale e interreligioso per le scuole medie e superiori, che si svilupperà in più anni attraverso un corso multimediale con Dvd e Cd-rom. L’intento è quello di indirizzare gli studenti alla conoscenza della Bibbia, al dialogo tra cristiani, ebrei e musulmani e all’integrazione sociale.
Realizzato dalla Fondazione Cor (Comunicazione, opinioni, ricerche), in partnership con Cariplo, il progetto è stato presentato ieri e coinvolge 120 istituti scolastici in un’opera aperta, contemporanea, che parla dell’uomo del nostro tempo.
In Lombardia - ha osservato Giuseppe Guzzetti, presidente della Fondazione Cariplo - la presenza di ragazzi extracomunitari è fortissima. Spesso vengono inseriti nelle nostre classi senza che neppure sappiano una parola di italiano. Ecco perché riteniamo sia necessario anzitutto sostenere la scuola per consentire l’integrazione».
«Bibbia Educational - ha proseguito Guzzetti - è quindi un importantissimo strumento di integrazione culturale e di ulteriore integrazione tra i ragazzi. Se, infatti, l’integrazione non parte dai ragazzi è difficile che la si possa realizzare con gli adulti».
Il progetto ha, anzitutto, un valore didattico, ma secondo Joaquin Navarro-Valls, già direttore della sala stampa Vaticana «la parola “didattica” è troppo seria. Spesso la riferiamo semplicemente ai bambini, ma ha un suo preciso e reale valore.
«La Bibbia è un testo fantastico che offre diverse chiavi di lettura» ha commentato il grande studioso di comunità ebraiche Daniel Fishmann, mentre per il presidente dei giovani musulmani in Italia, Al Saghir «la scuola deve essere un vero e proprio collante tra culture diverse che crescono insieme, con i loro dubbi, ma anche nel confronto con gli altri. Ecco quindi che la Bibbia - ha sottolineato - può far scoprire ai ragazzi mondi diversi».
«Tutto è nato - ha spiegato Matilde Bernabei, presidente della Lux Vide e produttrice dei film del ciclo Bibbia trasmesso dalla Rai - da un’idea di mio padre Ettore. Nessuno ci credeva ma noi volevamo potesse essere internazionale e soprattutto interreligioso. Volevamo si tornasse a parlare di Dio per poi consentire ad ognuno di fare le proprie scelte. È un progetto contro il fondamentalismo - ha concluso - perché ciò che unisce le diverse religioni è proprio l’idea di un unico Dio».