BIBBIA Alla Fiera per ascoltare l’Esodo

La parola. È questo ciò che tutti noi cerchiamo. Una parola che guidi, che faccia riflettere o anche sognare, come il verbo poetico. Non si spiega altrimenti il successo delle tante letture pubbliche in città. A discutere del fenomeno è monsignore Gianfranco Ravasi, prefetto della Biblioteca Ambrosiana, dotto biblista ed ebraista, alla vigilia di un ciclo di letture molto speciale, che porterà la parola della Bibbia in Fiera. «Esodo-La narrazione» è il tema di tre incontri pubblici alla Fieramilanocity, nel cuore degli edifici dalla spiccata anima commerciale. Non è un controsenso, come spiega Fabio Pizzol, presidente di Azione Cattolica Ambrosiana che, insieme al Movimento ecclesiale di impegno culturale, alla cooperativa In dialogo e al Centro ambrosiano di documentazione e studi religiosi, ha promosso il progetto: dopo il ciclo dello scorso anno dedicato alla Genesi letta in Bocconi (700 persone in media ogni sera), il proposito resta quello di portare la Parola fuori dal contesto liturgico abituale. Da lunedì quindi alcune sezioni del libro dell'Esodo saranno lette con commenti di importanti personalità nei locali della fiera. «Abbiamo cercato spazi quotidiani e laici - commenta Ravasi - perché la Bibbia afferma la teofania nella quotidianità». Se dunque la lettura biblica è corretta al di fuori delle chiese «perché Dio si manifesta negli spazi del nostro tempo», il noto biblista sottolinea che gli incontri sono aperti a tutti: «La parola è la cosa più diffusa ai nostri giorni grazie ai potenti mezzi di comunicazione di cui disponiamo, ma appare svilita. I nostri ragazzi usano solo 800 lemmi, mentre l'italiano ne ha 150mila. Ecco perché ogni volta che sono fatte risuonare le “grandi parole”, la gente le ascolta con piacere: penso al successo delle letture dantesche del Sermonti qui a Milano, ma anche alle letture dell'Odissea che abbiamo organizzato a Santo Stefano o a quelle della Genesi fatte in Bocconi». Un successo dovuto secondo Ravasi non solo alla fame di cultura e del bello in generale, ma nella «domanda di senso» che accomuna giovani e meno giovani, credenti e agnostici. Ecco perché la scelta del Libro dell'Esodo appare quanto mai azzeccata per la situazione in cui versa anche la nostra città: «Israele sarà sempre un popolo in movimento - spiega Ravasi -: nel testo si racconta l'esperienza della grande trasmigrazione dall'Egitto che è una scelta di liberazione dall'oppressione, si narra della disperazione e della solitudine vissuta dagli Ebrei nel deserto e poi del decalogo della legge». Nella parabola degli Ebrei si legge la storia di tanti immigrati di oggi che scappano dal proprio Paese per fuggire al peggio, vivono momenti difficili e provano quasi il rimpianto di tornare sui loro passi per poi, finalmente, ritrovare la propria dimensione.
Testo profondamente moderno, l'Esodo sarà letto e commentato sotto la supervisione di monsignor Ravasi coinvolgendo anche don Roberto Vignolo, altro apprezzato biblista. La presenza di personalità d'eccezione (come, nel primo appuntamento, dello scrittore Erri De Luca), l'attualità del testo biblico, la sede non convenzionale degli incontri e la diffusa domanda di senso di cui monsignor Ravasi si dice certo, fanno azzardare un'ipotesi: Milano, per una volta, si dimenticherà degli aperitivi o della tv e correrà in fiera, ad ascoltare la Parola.