Boom di denunce in Lombardia Ogni ora clonata una carta

Aumenta il numero delle carte di credito duplicate. I più colpiti? Gli uomini tra i 25 e i 44 anni di età

Nello stesso momento in cui la Finanziaria recentemente varata prevede che, dal primo luglio 2009, i pagamenti ai professionisti per un importo superiore a 100 euro, dovranno obbligatoriamente essere effettuati con carta di credito, bancomat o assegni, una ricerca effettuata da Cpp Italia, multinazionale leader in Europa nella tutela dei pagamenti informatizzati, lancia l’allarme. Dai dati raccolti dall’agenzia negli ultimi 5 anni, è emerso che la poco ambita palma di regione con il maggior numero di furti e clonazioni, spetta alla Lombardia, con un notevole picco nella sola provincia di Milano. Quasi un terzo dei furti registrati nell’intera penisola, infatti, avvengono nella regione lombarda, e di questi, ben il 68 per cento nel solo capoluogo milanese. Vittime preferite di questi raggiri? Gli uomini tra i 25 e i 44 anni di età, come commenta Walter Bruschi di Cpp Italia. «I numeri in nostro possesso - afferma - sembrerebbero mettere a nudo una maggiore distrazione della popolazione maschile rispetto a quella femminile, tendenzialmente più accorta quando si tratta di effettuare pagamenti». Quindi una spiegazione, un chiarimento volto a fugare qualsiasi eccesso di allarmismo, poichè «questi problemi con le carte di pagamento - prosegue Bruschi - sono ovviamente più numerosi nelle regioni e nelle città dove c'è maggiore concentrazione di popolazione, grande diffusione di carte e tendenzialmente più ricchezza. In ogni caso i dati complessivi non devono essere fonte di un allarmismo generalizzato, visto che il rapporto tra sinistri e numero di carte in circolazione e operazioni effettuate resta contenuto al di sotto dell'1per cento».
Resta comunque preoccupante come il dato sia in continua e inarrestabile ascesa, come evidenziato, inoltre, dal rapporto stilato dalla Corte d’Appello di Milano, che verrà reso noto all’apertura dell’Anno Giudiziario. Confrontando le denunce ricevute negli ultimi due anni, si è verificato un preoccupante incremento nel numero di clonazioni di bancomat e carte di credito. Si è passati dai 6.133 casi del periodo giugno 2004-luglio 2005, agli 11.717 dei successivi dodici mesi, con un poco confortante incremento del 91 per cento. E questo boom di denunce non si ferma alla sola clonazione delle carte di pagamento elettronico, ma si estende a macchia d’olio anche alla rete internet, con un aumento pari al 70 per cento. Crescono gli accessi abusivi ai sistemi informatici - più conosciuti col nome di «hackering» -, le frodi e il danneggiamento informatico, mentre cala nettamente la diffusione di virus e codici altrui attraverso la rete.
«Nel 2007 i cyber-criminali perfezioneranno i loro metodi. Miglioreranno il disegno e la programmazione delle tecniche di phishing per contrastare i corrispondenti sistemi di sicurezza. Inoltre, probabilmente assisteremo alla comparsa di molti codici maligni, per nascondere la loro presenza sui computer», si legge in una nota dell’azienda Panda Software, una delle aziende leader nella programmazione di antivirus e affini.
La tecnica di truffa più diffusa è quella del «phishing», un termine che deriva da fishing, cioè pescare, e richiama volutamente al pesce che abbocca all'amo. Con questo particolare metodo, vengono estorti, all’ignaro possessore della tessera magnetica, il nome del titolare, il numero di carta, la data di scadenza e il codice Cvv. Al malcapitato giunge una e-mail che riprende nell'aspetto, nella grafica e anche nel logo, quello dell'azienda presa come bersaglio (ad esempio istituti di credito o società di carte di credito). Il messaggio chiede di aggiornare, modificare o comunque inserire i propri dati personali (spesso password o numeri di carta di credito) cliccando su un link apposito, e - voilà - la truffa è servita.