Botero anima l'Estate di Palazzo Reale a Milano

Da domani, a Palazzo Reale il maestro colombiano delle donne dai corpi imponenti esporrà 150 opere realizzate negli ultimi dieci anni. Tre le sezioni in cui sono suddivisi dipinti, disegni e sculture: il circo, le opere storiche e Abu Ghraib

Laura La Pietra

Milano - Dopo la consacrazione della bellezza filiforme e dalle linee pulite della moda, il capoluogo lombardo dà spazio alla forza muscolare delle donne dipinte da Botero. Perché a Milano l’opulenza piace. Da domani, il maestro colombiano esporrà 150 delle sue opere alla Bella Estate dell’Arte di Palazzo Reale. Si tratta di lavori realizzati negli ultimi dieci anni, scelti appositamente per la mostra milanese dallo stesso Ferdinando Botero.

Tre sezioni Dipinti, disegni e sculture dal tratto inconfondibile con cui l’artista di Medellin contraddistingue la sua opera. Un marchio di fabbrica nato dalla fusione tra tradizione latino-americana e pittura europea. Tre i temi attorno ai quali ruota la raccolta esposta a Palazzo Reale: il circo, le opere storiche e il ciclo di Abu Ghraib.

Il circo Quaranta opere inedite compongono la prima sezione. Il circo è uno dei temi più cari a Botero. L’artista è innamorato dello spettacolo circense: “ Uno soggetto bellissimo e senza tempo”, secondo il maestro. E le sue opere riflettono questo amore nei colori, nei personaggi e nei movimenti. Tutto in questa sezione parla di Messico, dove Botero trascorre i suoi inverni.

Le opere storiche Con oltre settanta opere la sezione storica racconta il Botero più conosciuto al grande pubblico, quello delle immagini femminili forti e opulente, ma che nascondono dietro le spropositate dimensioni del corpo la propria fragilità come “La donna che piange” o “La ragazza di profilo”. Anche gli uomini nell’iconografia di Botero acquistano spessore e drammaticità, specialmente in coppia come in “Adamo ed Eva”, “Amanti” o “Il Palazzo Presidenziale”. Presenti anche i quadri in cui il colombiano si rifà ai grandi pittori del passato: “Rubens e sua moglie", "Maria Antonietta da Vigée Lebrun" o "Gli Arnolfini da Van Eyck".

Abu Ghraib La terza sezione è dedicata ad Abu Ghraib, il carcere iracheno in cui alcuni marines hanno abusato alcuni prigionieri. Si tratta di un ciclo pittorico costituito da circa 40 quadri in cui corpi nudi legati si contorcono in posizioni impossibili e domina il colore rosso. La mostra si conclude con sei sculture monumentali dislocate per la città, tra piazzetta Reale, Galleria Vittorio Emanuele, Castello Sforzesco, Corso Vittorio Emanuele e Stazione Centrale.