La bottega di via Certosa dov’è Natale tutto l’anno

C’è qualcuno a Milano per cui è Natale tutto l'anno. Anche quando fuori ci sono 27 gradi e l'asfalto si scioglie sotto le scarpe. Sono gli artigiani delle statuine dei presepi. Mani abili che anche in pieno agosto lavorano senza sosta per dare forma a capanne e pastorelli. E mentre tutti in piena estate pensano al mare, in qualche vecchia bottega milanese si verniciano gli abiti delle statuine del bue e l'asinello e si incollano i ciuffetti di muschio sulle staccionate della mangiatoia.
Dietro al presepe che ora fa capolino sotto l'albero di Natale in tutte le case, c'è un lavoro senza sosta. Che non conosce stagioni e lascia da parte le mode. «Nei nostri presepi non ci sono mai new entry o nuovi personaggi - spiega Manola Artuso, titolare del laboratorio La stele di viale Certosa - Quelli fanno parte dell'abitudine napoletana. Noi invece ci atteniamo fedelmente alla tradizione milanese». Manola, con suo marito Gianluca, trascorre tutto l'anno tra statue e statuine. A gennaio restaurano i presepi smontati dopo l'Epifania. Poi, in primavera cominciano a pensare al Natale successivo. Preparano i calchi in gesso e partono con la produzione delle greggi e dei Gesù bambino di ogni misura. Stampano angeli e comete, li lasciano asciugare, li perfezionano e poi cominciano a decorarli con i colori ad acqua. Un lavoro certosino che si conclude a settembre. Quando nessuno di noi ha ancora per la testa regali e decorazioni, loro sono già pronti per fornire i negozi con centinaia di prodotti. «In laboratorio - spiega Manola - abbiamo sempre un presepe allestito per trovare la giusta ispirazione al lavoro in ogni momento dell'anno. E abbiamo anche un albero di Natale addobbato per creare un po' l'atmosfera di dicembre. Le luci però le accendiamo solamente sotto il Natale vero».
Manola spiega che ci sono precise regole da rispettare per realizzare un presepe come va fatto. Ci sono dei personaggi che non possono mancare nella processione verso il bambinello: Gelindo, il primo pastore che arriva alla capanna, la donna con il camicino, il pastorello con una pecora a fianco o un capretto sulle spalle. E poi i simboli cristiani: la purificazione, rappresentata da una fontana, da uno stagno o da un'anfora con l'acqua, e la luce, simboleggiata da una lanterna, da un forno per il pane o da un fuoco acceso dai pastori.
La tradizione si ripete, ogni anno, per tenere in vita l'usanza delle statuine che, nelle nostre case restano per undici mesi l'anno chiuse in uno scatolone. Manola ha imparato il mestiere dal pittore Annibale Ceruti nel suo laboratorio di Brera, fondato nel 1939. Poi, quando la fabbrica ha chiuso, ha deciso di rilevare l'attività e trasferite tutto in viale Certosa: statuine, stampi ed passione. Ora è il momento clou della sua attività. «Quando finiranno le feste per tutti gli altri - confessa Manola - mi prenderà la solita tristezza di ogni anno. Ma per me continuerà ad essere Natale».