Bramieri nel Famedio: è l’«ultima» di Gino

All’attore comico il riconoscimento dato agli illustri. Con lui Tebaldi e Vergani. Oggi il sindaco visita il campo dell’onore

Ci sarà anche Gino Bramieri tra i milanesi illustri onorati nel Famedio del cimitero Monumentale. Domani alle 11.30 la cerimonia durante la quale il sindaco Gabriele Albertini e il presidente del consiglio comunale Vincenzo Giudice scopriranno la lapide e collocheranno l’attore brillante e barzellettiere tanto amato da intere generazioni di italiani nella casa dei cittadini che hanno fatto grande Milano. Con lui anche Renata Tebaldi, una delle più affascinanti voci di soprano degli ultimi cent’anni, protagonista della stagione d’oro di rinascita del bel canto nel secondo dopoguerra. E poi il giornalista Guido Vergani, il regista Alberto Lattuada, Gianni Comencini presidente della Fondazione Cineteca italiana di cui era stato padre fondatore nel 1947. E Lidia de Grada Treccani, Gina Lagorio, Elda Scarzella Mazzocchi, Massimo della Campa, Giancarlo Vigorelli, Giorgio Covi. «L’onore del Famedio - spiega Giudice - è il segno tangibile della memoria sospesa tra il tempo e l’eternità. La testimonianza giusta e doverosa della ricchezza che la città ha ereditato dai suoi figli migliori: una nuova conferma dei valori civili e morali che sono alla base dell’identità della storia ambrosiana».
Oggi, intanto, le prime cerimonie per la commemorazione dei defunti. Alle 10,30 tradizionale omaggio ai morti partigiani nel campo della Gloria del cimitero Maggiore. Presenti il sindaco Gabriele Albertini, il presidente della Provincia Filippo Penati, l’assessore al Pirellone Massimo Buscemi in rappresentanza del governatore Roberto Formigoni e il vicepresidente nazionale vicario dell’Anpi Tino Casali. Prevedibili, come ogni anno, le polemiche quando Albertini, dopo i discorsi e le commemorazioni ufficiali organizzate dalle associazioni della Resistenza, si recherà in visita al campo dell’Onore. Il fazzoletto di terra che accoglie i caduti della Repubblica sociale italiana. E, anche questa volta, sosterà in raccoglimento davanti alla croce di Carlo Borsani. Papà dell’ex assessore regionale alla Sanità. Cieco di guerra, trucidato dai partigiani dopo il 25 aprile e orrendamente trascinato per la città su un carretto per le immondizie.
Sempre domani alle 10, sarà invece la basilica di Sant’Ambrogio a ospitare la messa in suffragio dei caduti di tutte le guerre e dei caduti in servizio.