Brunini: "Ora nuovi accordi bilaterali con la Cina per far crescere Malpensa"

L'amministratore delegato di Sea Armando Brunini: "Abbiamo voli ma sono molto inferiori a quelli che potremmo avere, stiamo spingendo con Enac e governo perché si avviino negoziati con Pechino per ottenere nuove frequenze aumentando il numero massimo di quelle attualmente consentite. Altro obiettivo, aumentare le rotte verso gli Stati Uniti"

Decollato da Milano Linate il volo Lufthansa Lh 219 sulla rotta per Francoforte e ripresa la piena operatività del city airport rispettando in pieno la timeline dei lavori di restyling e riqualificazione, Sea non di ferma e guarda al futuro del sistema aeroportuale milanese. Gli scali di Malpensa e Linate, ricordiamo, hanno registrato un traffico totale di 33,8 milioni di passeggeri nel 2018 e il tema della crescita è all’ordine del giorno.

I voli intercontinentali, il lungo raggio, sono quelli a maggior redditività e su questo Sea pone la massima attenzione anche perché Malpensa dal 2014 al 2018 ha registrato incrementi costanti di viaggiatori toccando, l’anno scorso, la cifra record di 24,6 milioni di passeggeri. Il “Bridge” con Linate è stato un test importante, una verifica della capacità dello scalo di poter giocare un ruolo decisivo come gateway del Nord Italia, porta sul mondo ma anche scalo che ha nei voli low cost con la loro forte connettività sulle destinazioni europee un altro punto di forza assieme alla Cargo City, prima in Italia per volumi di merci.

“Il Terminal 1 ha dimostrato di poter reggere bene l’incremento dei voli di Linate, di un aeroporto con un traffico di 9,2 milioni di passeggeri. E questo la dice lunga sulle sue concrete possibilità di crescita - dice Armando Brunini, amministratore delegato di Sea -. L’operazione Bridge è stata utile anche perché ci ha fatto capire dove intervenire con nuovi investimenti per migliorare la qualità dei servizi sia per le compagnie aeree che per viaggiatori. Non occorre aumentare la capacità dell'aeroporto ma fare lavori di qualifica per migliorare ancora gli standard di servizio, la tecnologia smart, la sicurezza come stiamo facendo a Linate. Interventi mirati che si inquadrano in una strategia decisiva per conquistare nuove quote di mercato internazionale”.

Mercato mondiale in crescita del 3,5% all’anno fino al 2037, come stima la Iata e attraversa una fase di trasformazione del “peso” geo-economico con l’area Asia-Pacifico che nell’arco di un ventennio farà volare la metà del numero totale dei passeggeri. La Cina, in particolare, supererà gli Stati Uniti come primo mercato mondiale dell’aviazione.

“Per noi la Cina è uno dei primi mercati target su cui stiamo lavorando. Abbiamo dei voli ma sono molto inferiori a quelli che potremmo avere - spiega Armando Brunini, toccando il tema delle liberalizzazioni - e quindi stiamo spingendo anche con l’Enac e con il governo affinché si avviino negoziati bilaterali con Pechino che ci consentano di ottenere nuove frequenze aumentando il numero massimo di quelle attualmente consentite fra Italia e Cina. Vogliamo che questo livello sia fortemente innalzato perché siamo sicuri di riuscire e portare a Milano altri voli ed altri vettori. La Cina è senz’altro una priorità. Come lo è quella di aumentare le rotte verso gli Stati Uniti, altro mercato fondamentale per Malpensa”. E a proposito di Stati Uniti, c'è da segnalare che i passeggeri che hanno volato da Malpensa a New York hanno superato a ottobre quota un milione (esattamente 1.004.111), l' 8% in più rispetto ai primi dieci mesi del 2018.
I “lavori in corso” negli aeroporti gestiti da Sea non si fermano perché le “ali di Milano” vogliono volare sempre più in alto.

Commenti

Gibulca

Dom, 27/10/2019 - 12:36

Come sempre l'economia lombarda è frenata da Roma: visto che tali accordi per sviluppare rotte vanno presi a livello governativo, la Roma borbonica e papalina preferisce rimandare o glissare, preferendo invece sviluppare l'aeroporto di Fiumicino con voli diretti che non hanno bisogno di accordi bilaterali specifici in quanto toccano la capitale (così sono le norme). Anche per questo sono per una Padania indipendente da quello stato centralista duosiciliano, socialista e fallito.