Bullismo al Galilei, una mamma chiama il 112

I dubbi della preside: «Episodi isolati, che vanno affrontati all’interno della scuola»

Si facevano prestare un i-pod per ascoltare la musica, ma al momento di restituirlo scattava l’estorsione: «Se lo rivuoi, dammi 5 euro». Stando alla denuncia presentata ai carabinieri da parte di una donna (la mamma di uno studente di prima classe del Galilei di via Paravia) non si trattava di un caso isolato, bensì un’abitudine di un gruppo di bulli della scuola. Mara Baratti, dirigente scolastica dell’istituto, contesta comunque il metodo scelto: «La scuola ha modalità diverse per intervenire e soprattutto ogni vicenda va documentata e provata».
Al Galileo Galilei in effetti si procede in altro modo per fronteggiare il bullismo. Qui infatti è stato istituito un apposito gruppo di studenti «tutor» che, in analogia con quanto succede all’alberghiero Carlo Porta, praticano la cosiddetta «educazione fra pari». Il responsabile del gruppo, Valerio Manuel, è addirittura presente al tavolo inter-istituzionale provinciale promosso per combattere la tendenza alla prevaricazione nelle scuole. Spiega la preside: «I singoli tutor hanno tra l’altro il compito di fornire consulenza agli studenti di prima su questioni personali tipiche dell’adolescenza, consigli relativi a chi rivolgersi per affrontare eventuali problemi e di garantire. La loro presenza a fianco degli studenti soprattutto nei momenti di intervallo, all’entrata e all’uscita dall’istituto».
Un’impegnativa opera di prevenzione, dunque, che tuttavia, stando alla denuncia presentata, non sarebbe bastata a evitare gravi episodi di prevaricazione e che soprattutto non tranquillizza alcuni genitori. La decisione di chiamare in causa i carabinieri sembra in effetti la conseguenza di una mancata intesa su come intervenire. Nel momento in cui, infatti, vennero a galla le estorsioni sarebbe stato richiesto un intervento della scuola che a sua volta avrebbe voluto avere delle indicazioni provate soprattutto nel momento in cui venivano ricostruite le circostanze e fatti i nomi dei bulli. A questo punto si è scelta la scorciatoia della denuncia. In tal modo si spera che le forze dell’ordine riescano ad arginare il fenomeno. La scuola da parte sua, al suo interno, continua a tenere sotto controllo la situazione anche attraverso gli studenti tutor.