Il cadavere dell’operaio trovato alla foce del torrente

Il Chiaravagna lo ha ucciso e trascinato fino al mare. Paolo Marchini, l’operaio che nel giorno dell’alluvione stava andando a lavorare nella cava di Panigaro sulle alture di Sestri Ponente, da ieri non è più disperso. Il suo corpo è stato trovato. Quando ieri mattina i militari della guardia costiera e i sommozzatori dei carabinieri hanno visto un cadavere nelle acque ancora torbide alla foce del torrente in piena, tutti hanno subito pensato che potesse trattarsi dell’operaio mai ritrovato. Ogni eventuale dubbio è stato fugato poco più tardi quando Marco Marchini, fratello del quarantaquattrenne scomparso, ha riconosciuto la salma.
Dopo il recupero, il corpo dell’operaio è stato messo a disposizione dell’autorità giudiziaria che ha diposto l’autopsia e altri accertamenti per ricostruire la dinamica della tragedia. Il sostituto procuratore Francesco Pinto ha infatti aperto un fascicolo per omicidio colposo contro ignoti, per la morte di Paolo Marchini. Sarà il medico legale Marco Salvi per l’autopsia a effettuare domani mattina l’esame sul cadavere. L’inchiesta si affianca a quella già aperta dalla procura per disastro colpo a carico di ignoti. Tutto ciò a conferma del fatto che il primo fascicolo non riguardava in alcun modo la scomparsa dell’operaio ma i danni provocati dalle esondazioni in tutto il ponente cittadino.
Il Comune di Genova intanto ha dato la disponibilità a coprire le spese del funerale di Paolo Marchini. «È purtroppo la vittima di questa tragedia che si è abbattuta su una parte piccola della città con una furia molto simile a quella del 1970 - ha detto il sindaco Marta Vincenzi - Ce ne siamo resi conto a fatica appunto perché è un parte piccola di Genova. Davanti a questa morte non ci sono parole consolatorie, possiamo solo fare un gesto concreto e come Comune accollarci le spese del funerale. È solo un gesto per mostrare la nostra vicinanza».