Calderoli zittisce le voci: "Lo scudo bis non c'è, è una realtà virtuale..."

Il ministro leghista smentisce le indiscrezioni
trapelate nella serata di ieri sull’introduzione di un nuovo
scudo fiscale per i capitali che rientrano dall’estero. Sulle pensioni: "Non toccare i diritti acquisiti"

Roma - "La manovra la scrivete voi giornalisti, ma lo scudo fiscale-bis è una realtà virtuale, che nella manovra non c’è". Ai microfoni di SkyTg24, il ministro alla Semplificazione normativa, Roberto Calderoli, smentisce categoricamente le indiscrezioni trapelate nella serata di ieri sull’introduzione di un nuovo scudo fiscale per i capitali che rientrano dall’estero. D'altra parte, anche il ministro dello Sviluppo economico Paolo Romani conferma: "A mio avviso, il governo al momento non sta studiando questa ipotesi".

Niente scudo bis "Francamente, dello scudo fiscale bis io non ho sentito parlare", ha detto Calderoli commentando le indiscrezioni dei quotidiani secondo cui il governo avrebbe allo studio l’ipotesi di un nuovo scudo fiscale. "Lo sento dai giornali ma ormai sono i giornali che scrivono le manovre", ha aggiunto il ministro leghista parlando con i giornalisti, davanti all’hotel Ferrovia di Calalzo di Cadore, dove si trova in vacanza insieme al ministro delle Riforme Umberto Bossi. "Voi lo scrivete due volte - ha aggiunto, riferito ai cronisti - e a quel punto diventa la realtà virtuale: una realtà virtuale ma che nella manovra non c’è".

Il nodo pensioni Per Calderoli sulle pensioni il governo è già intervenuto "troppe volte" e riguardo all’innalzamento dell’età pensionabile delle donne nel settore privato, in particolare, è importante che "non si mettano in discussione i diritti acquisiti". "C’è una differenza di trattamento" tra settore pubblico e settore privato, ha spiegato il ministro per la Semplificazione normativa, commentando le dichiarazioni del collega alla Pubblica amministrazione Renato Brunetta, secondo il quale anche nel privato è possibile innalzare l’età pensionabile delle donne, dal momento che è già stato fatto nella pubblica amministrazione. "L’adeguamento del settore pubblico - ha continuato l'esponente del Carroccio - era sulla base di un pronunciamento europeo, e, quindi, non si sarebbe potuto fare diversamente". "Se c’è questa esigenza" anche nel privato, ha proseguito, "benissimo: ma lo si faccia con uno scivolo di una durata sufficiente, perchè sono diritti acquisiti e non si possono cambiare le carte in tavola quando i giochi sono già fatti". "Con Brunetta abbiamo già discusso tante volte - ha precisato Calderoli - siamo intervenuti troppe volte sulle pensioni e l’unica cosa che non si può fare è mettere in discussione un diritto acquisito".