Un camper nei quartieri a rischio per curare gli immigrati malati

Camper da utilizzare come «antenne sanitarie» nei quartieri ad alto tasso d’immigrazione per portare informazione e cure nei quartieri più a rischio, una mappatura delle zone di Milano più esposte a droga e prostituzione (e alle relative malattie), un osservatorio per monitorare la salute della popolazione extracomunitaria. Parte il progetto «Immigrazione sana» lanciato dall’assessorato alla Salute del Comune. La premessa è che all’inizio degli anni Novanta malattie come le tubercolosi erano state finalmente debellate. Zero casi, zero ricoveri a Milano. Oggi, invece, reparti specializzati come quello dell’ospedale Sacco lavorano a pieno regime. E non solo per pazienti in arrivo dalla città. In tutto il Paese, infatti, esplode il fenomeno delle malattie portate dagli extracomunitari e che oggi colpiscono, oltre che loro, quartieri particolarmente degradati. O chi abbia con loro comportamenti a rischio come quelli sessuali.
«Il primo passo verso l’integrazione - spiega l’assessore Giampaolo Landi di Chiavenna - è avere una buona salute. Un bene prezioso, unico e inviolabile che nessuno può compromettere. Essere e mantenersi sani è un dovere per sé, ma anche per gli altri». Una scarsa cultura in questo campo presso alcune popolazioni straniere, spiega, portano contagio e una recrudescenza di fenomeni che erano diventati del tutto marginali nella popolazione milanese. Educazione e prevenzione delle malattie infettive diventano allora uno degli obiettivi da perseguire per realizzare una migliore convivenza. Tre i gruppi delle patologie tra gli extracomunitari: quelle che l’immigrato porta con sé dal Paese d’origine (malattie infettive come tubercolosi e salmonellosi), parassitosi (bilharziosi), lesioni di vario tipo subite nel Paese d’origine come traumi malcurati, mutilazioni rituali. Ci sono poi le patologie da disagio o degrado acquisite in Italia in conseguenza di condizioni di vita precarie (infezioni cutanee da scarsa igiene personale, stati di malnutrizione) e quelle comuni anche alla popolazione italiana che assumono particolare gravità in condizioni di vita precarie tra cui le infezioni delle vie aeree superiori che si complicano arrivando a polmoniti. Il progetto «Immigrazione Sana» procederà con una mappatura della città alla ricerca di campi nomadi, aree di concentrazione di situazioni a rischio (droga e prostituzione). Ma creerà anche un’«offerta di salute» grazie a una rete di servizi sanitari messi a disposizione grazie alla messa in rete di strutture di volontariato operanti nel settore come l’Opera di San Francesco per i Poveri e la Fondazione Fratelli di San Francesco. Pronto un osservatorio per la raccolta e il monitoraggio dei dati sanitari della popolazione immigrata e il coordinamento e lo sviluppo degli interventi sanitari. A bordo dei camper lavoreranno medici e mediatori culturali per promuovere interventi di educazione alla salute e igienico-sanitari. Un osservatorio terrà monitorata la salute dei detenuti nelle Carceri e programmi specifici favoriranno un’integrazione sana degli immigrati anche nelle scuole.