Cani per l’elemosina, primo sequestro

Primo sequestro di cani tenuti senza nessuna cura, a solo scopo di intenerire i passanti e raccogliere qualche moneta. È successo in viale Papiniano, nel caos del mercato settimanale. Dopo ore che una femmina cercava di allattare i suoi quattro cuccioli sul marciapiede, al freddo e in mezzo alla ressa dei passanti, è intervenuta la polizia locale e ha disposto il sequestro. È stata la sensibilità e la determinazione del poliziotto Gianni Sansonne a far sì che i piccoli e la mamma venissero portati via dalla strada e ricoverati al canile sanitario. A nulla sono valse le urla e le rimostranze della coppia di nomadi che chiedeva l’elemosina esibendo, come se fosse un trofeo, una cucciolata in condizioni pietose.
«È linea dura contro l’uso dei cani per l’accattonaggio - sottolinea Gianluca Comazzi, Garante per la tutela dagli animali del comune di Milano -: il regolamento comunale lo vieta e pertanto chi non lo rispetta incorre in una sanzione amministrativa. Se è accertato, poi, dal veterinario competente il maltrattamento, diventa un reato penale». Purtroppo quello di mendicare facendo leva sul migliore amico dell’uomo «è un’abitudine molto diffusa e molto difficile da debellare - sostiene Comazzi - la legge proibisce l’uso dei cani per questo scopo, ma solo quando si tratta di cuccioli. Il nostro obiettivo è far sì che il divieto venga esteso a tutte le quattro zampe. È importante che gli episodi di sequestro possano aumentare per dare un segnale chiaro e tangibile». Da parte sua la Lav, attraverso le parole del suo presidente Giacomo Ferrara, «auspica che i cani sequestrati non vengano restituiti ai questuanti», perché sono usati solo ed esclusivamente per indurre pietà. Per questo serve che il fermo amministrativo dei cuccioli sia ora trasformato in sequestro penale: la legge lo prevede in tutti i casi di maltrattamento.