Cantieri, lite in pubblico fra La Russa e Goggi

Chiara Campo

Quando Ignazio La Russa varca la soglia dell’Urban Center, si intuisce che c’è aria di bufera. Ore 12 e 30, mentre l’assessore comunale ai Trasporti Giorgio Goggi è pronto a presentare ai giornalisti il progetto dell’isola ambientale sui Navigli e c’è chi fa dell’ironia perché ha sul collo il fiato di An, arriva il vicepresidente vicario di Alleanza nazionale.
Siede in prima fila, e inizia lo spettacolo. «Il mio partito permette a questa persona di essere assessore, altrimenti sarebbe un ottimo professore universitario - sbotta -. E il mio partito non si fa prendere per il c...». La Russa alza i toni contro Goggi: «Non ti nascondere sempre dietro al sindaco, ti assumi una bella responsabilità a fare questa conferenza, è l’ultima col mio partito che sostiene questa maggioranza». Goggi siede al tavolo dei relatori. La Russa non molla: «Qual è la fregola di dare il via a questi lavori? È finita la pacchia politica di fare quello che si vuole, cosa c’è dietro a questi appalti?». L’assessore mantiene la calma: «Se vuoi arricchirmi con le querele, continua pure...». Suona il cellulare dell’onorevole: «Ci sentiamo dopo, sto litigando con un assessore». Via con le accuse: «Goggi, questa conferenza serve solo a te per mettere le mani avanti, il sindaco non la pensa così, te lo assicuro». Ma l’assessore mantiene l’aplomb e attacca coi dettagli dei lavori che partiranno il 14 giugno e porteranno alla pedonalizzazione dei Navigli: «È una conferenza autorizzata dal sindaco», esordisce per quell’ospite indesiderato che gli fa da sottofondo: «Non metto in dubbio... bugiardo... grazie a Dio ci siamo noi, altrimenti le isole erano già tutte partite. Non ho commissariato la giunta, ma il mio partito. Quando si prende un impegno va rispettato».
La Russa non digerisce che, dopo la battaglia contro le isole pedonali, vinta la settimana scorsa col sì del sindaco al rallentamento dei cantieri, Goggi presenti quella sui Navigli, di cui i segretari cittadini avrebbero discusso con Albertini lunedì prossimo. L’assessore spiega per intero il progetto, ma La Russa torna a incalzare: «Lo sa assessore che finché non sarà concluso il parcheggio sulla Darsena, sarà impossibile posteggiare? O ha poche idee e cattive?». «Abbiamo fatto rilevamenti notturni dei posti disponibili..», ribatte Goggi.
«Sì, a Ferragosto», dice La Russa: «Avrebbe dovuto aspettare l’incontro di lunedì, ha mentito al vicesindaco De Corato dicendo che avrebbe presentato solo la segnaletica. Vuole mettere Milano sottosopra prima che finisca questa giunta? Costringe sempre il sindaco a fare il braccio di ferro con noi, e so che anche questa volta la difenderà, ma vuol sempre creare scientificamente zizzania. Ho parlato coi coordinatori cittadini di Fi e Lega e con Albertini, uomo di grande ragionevolezza, si è deciso che prima di iniziare i progetti li avremmo esaminati caso per caso». Anche fuori, La Russa, accompagnato dall’assessore Giovanni Bozzetti e dall’onorevole Daniela Santanché, di An, è un fiume in piena: «Non chiedo le dimissioni di Goggi, vedremo dopo, sicuramente la prossima volta non sarà più assessore, sennò sarebbe una giunta senza An. L’opera sui Navigli è accettabile, ma ci vuole gradualità. Goggi pensa che dipenda da lui tutto ciò che è previsto nei prossimi duemila anni, e dà questo annuncio per dire che non si può tornare indietro». L’assessore riferisce una telefonata col sindaco ieri mattina: «Non faccio colpi di testa e non mi interessa creare problemi politici - sottolinea -. Mi ha detto di annunciare il blocco dei lavori in via Farini e di andare avanti sui Navigli. I lavori sono già stati appaltati, il vicesindaco era informato della presentazione e non so se ha capito male i contenuti». Assicura: «Il sindaco può anche fare a meno di me se pensa che gli crei imbarazzo. Certo, uno non dà le dimissioni perché un onorevole si presenta in conferenza». Ma «se il sindaco deciderà di fermare i lavori, aderendo alle richieste dei partiti, non ho altro da fare. Finché ho la sua fiducia andrò avanti, quando verrà meno, non avrò problemi ad andarmene...». Fine dello spettacolo.