Il caos dei matrimoni misti, 8 su 10 falliscono

Le unioni tra italiani e stranieri continuano ad
aumentare. Ma fin dai primi mesi
arrivano i problemi. Donne e figli oggetto: <strong><a href="/a.pic1?ID=331941">così l'integralismo assedia l'Occidente</a></strong>. Parla una vittima: <strong><a href="/a.pic1?ID=331947">&quot;Le mie nozze da incubo tra insulti e bugie&quot;</a></strong>

Milano - Non sempre finiscono in tragedie, ma quasi sempre finiscono. Almeno otto matrimoni misti su dieci, infatti, non ce la fanno a tirare avanti. Troppe le differenze di cultura, di mentalità, troppe le divergenze su come educare i figli. Così, le nozze tra un italiano o un italiana e uno straniero si sbriciolano più di quelli tra connazionali: 80 per cento dei fallimenti contro poco meno del 50 per cento.

Eppure l’Italia sta cambiando e nei decenni è diventata sempre più multietnica. Sono ormai 3.432.651 le presenze di cittadini stranieri nel nostro Paese e ben 1.684.906 le famiglie con almeno un componente non italiano, pari al 6,9 per cento. È una realtà in continua crescita: in dieci anni i matrimoni tra stranieri e italiani si sono triplicati. Un aumento del 300 per cento. Non soltanto. Negli ultimi quattro anni, il numero dei bambini nati da coppie miste è lievitato del 2 per cento. Attualmente, infatti, sono circa 600 mila le convivenze stimate mentre i matrimoni misti hanno ormai superato la quota 200 mila e crescono al ritmo di 6.000 all’anno. Ma ben 4.800 di questi sono destinati al fallimento. E nel giro di pochi anni.

Secondo l’Istat, una coppia mista dura in media 13 anni a Lecce, sette a Milano, cinque ad Ancona. «Queste famiglie reggono quando hanno un reticolo di sostegno, i fratelli, i genitori – spiega Mara Tognetti, docente di Politiche migratorie all’Università Bicocca di Milano –. Altrimenti non ce la fanno. Una coppia mista è un bene prezioso per chi le vive attorno ma è anche più fragile, più osservata dai vicini e ha bisogno di maggiore negoziazione: dai figli, alla gestione dei soldi, tanti sono infatti i motivi di discussione». Ma nonostante le tragedie e le rotture, i matrimoni misti (uno su sette di quelli celebrati) cresceranno sempre di più, assieme ai divorzi. «Sono delle grandi potenzialità – aggiunge Tognetti - ma sono visti come particolari e diversi dalla Chiesa, dai vicini, dai parenti. E così loro tendono ad auto isolarsi o ad essere isolati».

Ma quali sono i gusti degli italiani in fatto di partner stranieri? Gli italiani sposano nell’ordine: filippine, romene, peruviane e albanesi e rappresentano il 59,1 per cento del totale dei matrimoni misti.
Le donne italiane, invece, creano una famiglia (13,4 per cento) soprattutto con gli immigrati africani e del Maghreb: senegalesi, tunisini, marocchini. In forte crescita anche i matrimoni tra due stranieri immigrati (27,5 per cento), un fenomeno dove le separazioni saranno, a detta degli esperti ancora più frequenti visto il loro isolamento. «Non c’è neppure l’italiano che fa da mediatore e la loro storia è molto difficile da sostenere nella società italiana», ammette Tognetti.

Ma in questo mosaico di unioni, non c’è soltanto l’amore a farla da padrona. «Ci sono tanti matrimoni che sono fatti per interesse e per ottenere la cittadinanza e negli ultimi anni la situazione è peggiorata», precisa Souad Sbai, deputata del Pdl che lancia la sua proposta: «Molti immigrati pensano di poter fare quello che vogliono in Italia, anche essere poligami e potersi sposare con le italiane per ottenere in poco tempo la cittadinanza. Non hanno l’obbligo di imparare la lingua, la Costituzione, la parità di diritti. E queste ingiustizie verso le donne italiane che sposano gli stranieri vanno eliminate».