La capogruppo confessa: «Al referendum ho votato no»

Quando si dice: non capisco ma mi adeguo. La capogruppo del Pd Carmela Rozza (nella foto) non usa l’auto ma viaggia in bici. Non ne fa dunque una questione personale, ma è convinta che la congestion charge «non sia la panacea di tutti i mali, è un punto di partenza, non è un intervento risolutivo ma da considerare all’interno di un piano di provvedimenti molto più ampio». Per essere ancora più espliciti, non avrebbe affibbiato ai milanesi un’altra stangata. Al referendum di giugno che chiedeva di votare a favore o contro l’estensione di Ecopass, la Rozza non ha problemi ad ammettere: «Ho votato no». Ma «poiché bisogna rispettare il parere della maggioranza e abbiamo preso un impegno in campagna elettorale, bisogna attuare il pedaggio». Ma proprio perché è stata critica fin dal principio, non vuol sentire stop and go dal resto della coalizione: «Partiamo come si è deciso, ed entro 2 mesi valuteremo le correzioni». Dopo le proteste si è già accorciato il tempo delle revisioni, si diceva sei mesi ma ora la maggioranza ammette, «dopo 60 giorni di verifica qualche aggiustamento si potrà fare».