Il cardinal Tettamanzi visita le donne detenute, fuori dal carcere

Giovedì 23 l'arcivescovo sarà all'Icam di via Melloni, il primo istituto italiano pensato per accogliere le madri con figli al di sotto dei 3 anni in custodia attenuata

L'agenda natalizia del cardinal Tettamanzi, fitta di appuntamenti, ha come filo conduttore l'attenzione verso i bambini. Quelli senza una casa, quelli in carcere con le loro mamme, gli innocenti "poveri", come lo era Gesù. Il percorso pastorale di quest'anno, "In cammino con San Carlo" chiedeva alla diocesi una particolare attenzione ai piccoli in difficoltà. Domani, giovedì 23 dicembre, alle 10, Tettamanzi incontrerà le madri detenute e i loro bambini all'Icam, l'istituto di custodia attenuata, esterno a san Vittore (è in via Macedonio Melloni 53). Nella stessa mattinata, alle 11.30, l'arcivescovo incontrerà i residenti e il comitato del quartiere Triboniano (via Triboniano 240) e si recherà in visita al campo rom, in via Barzaghi 16, per un momento di preghiera con loro in preparazione al Natale. La struttura per detenute madri è un progetto della Provincia, in funzione dal 2007. Al momento ci vivono dieci donne con i rispettivi bambini, tutti al di sotto dei 3 anni. L'istituto, in grado di ospitare fino a 12 donne, è un percorso alternativo alla detenzione pensato per risparmiare ai bambini un'esperienza negativa come quella carceraria. È il primo progetto di questo tipo realizzato in Italia nel rispetto della Costituzione e della Convenzione Onu sui diritti dei bambini che parla in proposito di "diritto alle relazioni affettive" e dell'importanza di essere genitori. L'assessore alle politiche sociali della Provincia, Massimo Pagani, ha detto che l'Icam "è uno dei petali con cui la Provincia milanese, rispondendo alla sua storica missione di accoglienza, si prende cura dei minori in difficoltà. L'ente è vicino ai bambini con il centro di assistenza ai minori, con i servizi di affido, con la casa per i papà separati e le reti di mutuo aiuto. Icam garantisce la sacralità del rapporto madre e figlio anche quando la libertà è limitata per legge".