«Cari bimbi, ecco di chi è la colpa della crisi»

«Carissimi bambini, sono contento di avere anche in questo Natale, la possibilità di stare con voi tramite questa lettera (...) Sapete che ho trovato la formula segreta per essere tutti più felici? (...)
Provo a spiegarvela a partire da un fatto successo qualche mese fa. Per alcune settimane tantissimi italiani hanno perso la testa per il Superenalotto. Il montepremi aveva raggiunto una cifra astronomica. La sequenza fortunata tardava ad essere estratta e i giornalisti chiedevano alle persone come avrebbero impiegato tutti quei soldi. Mi ha colpito la risposta di un uomo, intervistato insieme alla moglie: “Cento milioni li daremmo ai frati che si occupano di educare i ragazzi poveri e difficili. Gli altri 40 li divideremmo a metà tra i nostri due figli. E noi saremmo contenti così!”. È la gioia di chi vuol bene e pensa di fare felici i propri cari donando loro le cose più belle. A quella lotteria vinse poi una sola persona. Invece a Natale Gesù nasce povero per “far vincere tutti” (...)
Due miliardi e 800mila persone nel mondo vivono con meno di 4 euro al giorno e di queste 1 miliardo e 200mila con meno di due euro. La fame uccide più di 20mila persone ogni giorno, nella nostra grande e ricca Europa 52 milioni di persone che vivono al di sotto della “soglia di povertà” (...)
Saprete certamente della crisi economica che ha colpito anche l'Italia. Vi sarà capitato di sentirne parlare a scuola, fra gli adulti, i genitori o fra compagni. Avrete sentito dire che la mamma di un amico “ha perso il lavoro” o il papà di un altro è “in cassa integrazione”. Per voi potrebbe essere motivo di gioia perché potreste immaginare di trascorrere più tempo insieme. Ma per un adulto la mancanza di lavoro comporta preoccupazione e ansia per il domani. Pensate: come potrebbe mantenere sé e i propri cari? Concetti per voi forse un po' complicati, ma sicuramente potete capire la causa che ha portato a questa situazione. “Crisi economica internazionale” vuol dire che in tutto il mondo le fabbriche faticano a produrre e vendere perché sono pochi i soldi a disposizione. E così l'economia si ferma. (...) All'origine della crisi c'è l'egoismo di poche persone che, anziché cercare il guadagno di tutti, hanno pensato solo al proprio interesse accumulando tanti soldi per sé e causando la rovina di molti. E così, in tutto il mondo, tante famiglie si sono ritrovate in condizioni difficili. Mi ha colpito la storia di un'anziana signora. I soldi della pensione non le bastavano più per garantirsi l'essenziale per vivere. Un giorno ha commesso un gesto sbagliato: ha preso della pasta al supermercato senza pagarla. È stata scoperta. Per fortuna il direttore del negozio si è commosso e l'ha aiutata. Non dobbiamo lasciare sole le persone che soffrono. (...)
Per poterlo fare ci vengono in aiuto due concetti molto belli (...) solidarietà e sobrietà (...). Siamo sobri, ogni volta che non sciupiamo e non sprechiamo i beni che abbiamo. Purtroppo in molte parti del mondo, e anche tra di noi, ogni giorno si gettano tonnellate di cibo nell'immondizia, mentre altrove molti muoiono perché non hanno da mangiare (...) Qualcuno forse ha montato male i “pezzi” della nostra società: nel mondo le ricchezze sono mal distribuite. Poche persone consumano la maggior parte del cibo e di altre risorse, mentre la maggioranza deve accontentarsi di poco, che, a volte, non è sufficiente.
È arrivato il momento di confidarvi anche la mia formula (...) applicandola alla lettera, può aiutarci a fare del bene. Ho cominciato a provarla la Notte di Natale dello scorso anno, quando ho voluto rinunciare a parte dei miei risparmi che pure mi potevano fare comodo. Durante la Messa di mezzanotte in Duomo, ho chiesto ai presenti di fare altrettanto, per donare tutti insieme dei soldi a chi fosse in difficoltà. In questo modo, abbiamo potuto aiutare tante persone bisognose a causa della perdita del lavoro. Abbiamo raccolto più di 5 milioni destinati a più di 2mila famiglie! Ancora molti sono coloro che hanno bisogno. Sono certo che mi darete una mano. È la formula delle “Cinque R”. Eccole: Ridurre le cose che si comprano, badando solo a quelle davvero essenziali; Riciclare gli oggetti finché si possono usare; Riparare gli oggetti anziché buttarli al primo danno; Rispettare, trattare bene le cose, gli ambienti e le persone che li hanno realizzati con il lavoro; Regalare con gioia e generosità qualcosa dei nostri risparmi a chi ora è nel bisogno. Fatevi spiegare come partecipare all'iniziativa del Fondo Famiglia Lavoro, che ho lanciato nella notte di Natale (...) Ciao dal vostro Arcivescovo