Caro-libri, l’Antitrust fa l’esame agli editori

Il ministro Fioroni: «Iniziativa opportuna. L’anno prossimo un tetto di spesa anche per le scuole superiori». Soddisfatti i consumatori: «Visto? Il nostro non era allarmismo»

La scuola è cominciata da pochi giorni e si riaccende la polemica sul caro libri. Tra aumenti fuori controllo e genitori sempre più perplessi, questa volta a volerci vedere chiaro è l’Antitrust, che ha deciso di avviare un’istruttoria nei confronti dell’Aie, l’Associazione italiana editori, per possibili accordi che, di fatto, soffocherebbero e ridurrebbero la concorrenza nel mercato dell’editoria scolastica. L’assetto del settore, dove alcune imprese detengono quote di mercato stabili nel tempo, potrebbe essere determinato anche da «possibili intese restrittive della concorrenza». Un vero e proprio «cartello» che altera «il normale gioco competitivo».
FUORI CONTROLLO
I dati sugli aumenti giudicati «fuori controllo» sono ormai noti: secondo Federconsumatori, per l’acquisto dei libri è prevista una spesa di 320 euro, quasi il 5% in più rispetto allo scorso anno. La percentuale aumenta per la scuola superiore che, con 352 euro a studente, fa registrare un 12,4% in più rispetto al 2006.
In questo contesto l’Aie, mettendo a disposizione di tutti gli operatori alcune informazioni dettagliate sulle tipologie di libri e le condizioni di prezzo, potrebbe aver agevolato il coordinamento delle politiche commerciali e distributive degli editori. Proprio su questo tema l’Authority aveva ricevuto diverse segnalazioni da numerose associazioni dei consumatori. Così sono scattati i primi controlli: funzionari coadiuvati dal nucleo speciale per la tutela dei mercati della Guardia di finanza hanno svolto ispezioni tra i soggetti interessati. In particolare sono state ispezionate le scuole secondarie superiori in otto grandi città (Milano, Roma, Napoli, Torino, Palermo, Bologna, Bari e Verona).
Applausi per l’iniziativa arrivano da Palazzo Chigi e dal ministro della Pubblica istruzione Giuseppe Fioroni che ieri ha commentato positivamente la decisione dell’Antitrust: «Vigilare sulla trasparenza del mercato è anche un modo per garantire ulteriormente il diritto allo studio. Iniziativa più che opportuna, dunque». Soprattutto in vista dell’elevazione dell’obbligo di istruzione 16 anni, in vigore a partire dal prossimo anno, il ministro reputa necessaria una maggiore chiarezza sul problema caro-libri. «Dissipare ogni dubbio su eventuali turbative del mercato significa offrire al mondo della scuola e alle famiglie una tranquillità in più. Noi - aggiunge - abbiamo posto il tetto del costo complessivo dei libri alla scuola media inferiore e l’anno prossimo riusciremo a porlo, avendolo già messo come norma di legge, anche per le scuole medie superiori».
I CONSUMATORI
Plausi arrivano anche dall’Unione degli studenti: «Vogliamo che al più presto si faccia chiarezza e che le case editrici vengano sanzionate duramente per la scandalosa speculazione in atto - si legge in una nota - Il sapere non è una merce ma un bene comune, un diritto inalienabile che deve essere tutelato e incentivato». Anche Adusbef e Federconsumatori hanno commentato con soddisfazione l’apertura dell’indagine per il caro libri scolastici. «Anche stavolta il nostro non era un inutile allarmismo».
Dalla controparte, invece, gli editori si difendono: «Siamo sereni perché le accuse sono infondate - ha ribattuto il presidente Aie, Federico Motta - stiamo comunque collaborando con l’Antitrust: abbiamo iniziato a farlo ben prima dell’avvio del procedimento nei nostri confronti e continueremo a farlo nel modo più chiaro e trasparente».