Carta intestata con lo sponsor

C’è chi, come per un riflesso condizionato, chiama immediatamente in causa i «tagli ai trasferimenti» dell’odioso «governo di Roma», motivando tutte le diminuzioni di servizi - dal rotolo di carta igienica in meno arrivato all’asilo comunale fino alle buche nelle strade che mettono a rischio sospensioni e giunture, passando per il verde pubblico abbandonato a se stesso - con i sacrifici imposti dalla legge Finanziaria. Tanto per fare un esempio, il Comune di Genova è forse il maggiore esperto al mondo in questa nobile arte. Ma non è il solo: l’inchiesta del Giornale della scorsa estate sugli sprechi dei Comuni piagnoni testimonia proprio di come le risorse a volte ci sono. Nonostante gli innegabili (e inevitabili) tagli. Basta solo saperle destinare con più lungimiranza.
Oppure, essere fantasiosi. E ingegnarsi in qualche personalissimo tentativo di finanza creativa. Avviene fra monti e tre monti, tutti rigorosamente con la minuscola, in Valbormida, nell’entroterra Savonese, dove la Liguria trasfigura in Piemonte.
Il Comune dove è avvenuto il miracolo del reperimento delle risorse ha anche un nome adatto alla bisogna: infatti, si chiama Altare. E, da ieri, la carta intestata del municipio è sponsorizzata. A fianco del classico logo del Comune, ci sarà infatti il marchio della First, un’azienda che ha sede proprio nella zona industriale di Altare e che produce materie plastiche per l’edilizia e la termoidraulica. Ed è stata proprio l’azienda a proporre al Comune di sponsorizzare la carta intestata e di mettere il logo della First in calce a tutti i fogli utilizzati dal municipio per le proprie comunicazioni ufficiali, offrendo in cambio 1200 euro all’anno. Proposta prontamente accolta dalla giunta comunale che non si è fatta sfuggire l’occasione per rimpinguare le proprie casse. E così le convocazioni dei consigli comunali, i bandi di concorso, gli appalti o le partecipazioni di nozze, ad Altare sono tutti sponsorizzati dalla First. Ecco, ad esempio, per quest’ultima categoria, la sposa si può vantare a buon diritto della qualifica di «First» lady. E poco importano le virgolette e la maiuscola.
Certo, 1200 euro non sono moltissimi. Ma con l’aria che tira in Val Bormida, dove due grandi imprese, Ferrania e Rolam, sono in crisi, è tutto grasso che cola. Ad Altare, poi ci hanno preso gusto. E un po’ come alcune squadre di calcio, hanno già previsto un secondo spazio bianco - a fianco del logo dell’azienda plastica e a quello del Comune - a disposizione di un secondo sponsor. Che, giurano, arriverà già a giorni, perchè sindaco e giunta stanno chiudendo i contatti con gli aspiranti.
E così, gli atti ufficiali saranno bi-macchiati dagli sponsor. E la carta intestata del Comune sarà sì violata nella sua sacralità. Ma il sacrificio sarà immolato sull’Altare dei bilanci in ordine.

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