Una casa per le farfalle nel cuore della città

Ancora da definire l’area dove costruire la «butterfly house», esclusa l’ipotesi Niguarda, si punta ai giardini di Porta Venezia

Uno scorcio di foresta tropicale nel centro di Milano. Sarà qualcosa di simile la «Butterfly House», la casa delle farfalle che il Comune intende costruire in città, non fatta di mattoni ma di cemento e vetro.
Una enorme serra - almeno mille metri quadrati - all’interno della quale sarà ricreato l’habitat naturale delle foreste pluviali, con una temperatura tra i 28 e 30 gradi e un’umidità che si aggira intorno al 65-70 per cento. E all’interno, centinaia di coloratissime farfalle provenienti prevalentemente dal Sudamerica, ma anche dal sud-est asiatico e, perché no, specie di casa nostra.
L’assessore all’Arredo urbano Maurizio Cadeo ha già ricevuto l’offerta di uno sponsor (Lifegate, ma Palazzo Marino resta aperto anche ad altri privati disposti a sostenerlo) e il passo dal progetto, nato un paio di mesi fa, alla realizzazione concreta della struttura, a questo punto dovrebbe essere più corto.
Per la sede inizialmente aveva pensato a un’area in zona Niguarda, ma sta cercando alternative più vicine al centro, anche perchè si candida a diventare meta fissa per le gite scolastiche e ha bisogno di essere facilmente raggiungibile. «La soluzione migliore sarebbe quella di realizzare la struttura all’interno di un parco - spiega Cadeo -, magari i giardini di Porta Venezia.
Anche la grandezza della struttura dipenderà dall’entità del finanziamento, se è consistente si può pensare di suddividere lo spazio in più zone che ripropongano più habitat naturali e dunque diverse popolazioni di farfalle».
Le Butterfly House nel mondo sono tantissime. In Usa se ne trovano sparse ovunque dall’Arizona a New York al Texas. A Coffs Harbour, in Australia, tra le farfalle si può prendere il tè o organizzare feste di compleanno per i bimbi. A Sheffield, in Gran Bretagna, si trovano specie provenienti dall’Africa, Filippine, Sudamerica. Anche in Italia negli anni ne sono nate diverse, anche se di dimensioni minori. Per il suo progetto ad esempio il Comune si è ispirato a quella di Collodi, in Toscana. Milano importerebbe da centri specializzati le farfalle in forma di crisalide, per poi farle schiudere in loco, e per aumentare la biodiversità intende accompagnarle ad altri insetti molto coreografici, come insetti stecco o «insetti foglia», e una ricca varietà di piante avrà sia funzione estetica che di fornitura di fiori per le farfalle.
«Il progetto si rivolge soprattutto alle scuole e alle famiglie - afferma Cadeo - ma può interessare a tutte le età, un modo per abbinare divertimento e interesse scientifico, e insegnare ai figli il rispetto della natura e dell’ambiente». Un piano che, una volta partito, si autofinanzierà da sé: i costi di gestione sono limitati e recuperabili attraverso il pagamento di un biglietto. Oltre allo spettacolo del volo di coloratissime farfalle, il Comune conta di realizzare sale video dove proiettare filmati sulle zone di origine, le tecniche di allevamento, una riproduzione del ciclo di vita di questi affascinanti insetti.