La casa del futuro alla Biennale? Galleggia

Un architetto milanese presenta alla Biennale di Venezia il suo
prototipo in alluminio. Dalla Laguna lo porterà sui Navigli: "Un edificio
leggero, economico ed ecosostenibile"

Dalla casa di plastica a quella di alluminio. La febbre per la progettazione sperimentale, complice l’Expo-manìa, contagia sempre più gli architetti milanesi. E poco importa se sul nostro territorio non mancano clamorosi fiaschi come, appunto, l’edificio di resina di Sesto San Giovanni che verrà demolito dopo quarant’anni per incompatibilità abitativa. Anche perchè, come più volte sottolineato negli ultimi saloni del design, le parole d’ordine che sottendono i nuovi progetti sono ecosostenibilità, bioedilizia, e riduzione dei consumi. E su questa scia si innesta il prototipo che in questi giorni galleggia nella Laguna veneziana nell’ambito degli eventi collaterali della Biennale veneziana d’architettura. L’autore, il milanese Luigi Ferrario, ha scelto un palcoscenico d’acqua con un’idea ben precisa: trasportare poi il prefabbricato, costruito interamente in alluminio, nella Darsena milanese. «Perchè una casa galleggiante? Volevo evidenziare il concetto di leggerezza che sta alla base del progetto, e poi perchè la città dei navigli ha un’identità fortemente legata all’acqua». Il prototipo, presentato a Venezia nell’ambito dell’esposizione «Culture-Nature», ha la peculiarità di essere totalmente modulare e facilmente assemblabile, i cui componenti, dai pilastri alle travi ai solai, sono costituiti interamente di alluminio, materiale che generalmente viene adottato in edilizia soltanto per i serramenti. «In realtà -dice Ferrario- l’alluminio si rivela perfettamente idoneo ai moderni concetti di “housing“, ovvero compatibilità, reversibilità e leggibilità nell’ambiente. Si tratta di un materiale leggero e dunque facilmente trasportabile, riciclabile al 100 per cento, e che permette soluzioni personalizzate e rispettose dell’ambiente». Costruita attraverso moduli, la casa galleggiante verrebbe assemblata su misura in officina ovviando alle tradizionali problematiche edilizie. Non si tratta però -fa presente l’architetto- di un progetto di architettura particolarmente futuristico. «Al contrario, mi sono ispirato alla tradizione della prefabbricazione leggera italiana del secolo scorso, con un progetto molto classico a cui abbiamo aggiunto i valori di risparmio energetico e di tecnologie alternative come il fotovoltaico». Il costo della struttura, che può essere realizzata anche su più piani, sarebbe di circa 1.500 euro al metro quadro. «Una risposta alle necessità urbane del 21° secolo fortemente sollecitate dalla frammentazione della società e dalle immigrazioni». L’architetto milanese, che ha già realizzato progetti tecnologicamente innovativi sul territorio come la riqualificazione del centro storico di Gaggiano, si dice fiducioso sul successo futuro della sua invenzione. «Per il momento è solo un prototipo, ma abbiamo già ricevuto la commessa per un edificio nel Mugello». Che, giura, non farà la fine della casa di plastica. «No, questa è praticamente eterna».