Casaleggio, il grillino che fa affari coi «nemici»

Gian Marco Chiocci

Per trovare il link tra Beppe Grillo e Antonio Di Pietro occorre digitare una «username» molto particolare: Casaleggio. Dal nome del guru informatico Gianroberto, che da anni si avvale dell’opera del fratello Davide Federico Dante e di altri tre soci. La società di questo imprenditore-filosofo per adepti internauti, la «Casaleggio Associati Srl», ha convertito il comico genovese sfasciatore di pc al credo internettiano, ed ha inventato la comunicazione di Tonino attraverso strumenti che il ruspante leader molisano forse nemmeno conosceva: il web, YouTube, addirittura Second Life (dove Di Pietro, unico politico italiano, ha un suo avatar, un replicante virtuale del leader Idv). La Casaleggio non è solo una società di comunicazione web, è anche una sorta di laboratorio filosofico con l’ambizione di rivoluzionare il pianeta attraverso il web, di cambiare la politica (guardate sul loro sito www.casaleggio.it il video: «Gaia, il futuro della politica») per sostituire ai poteri forti un modello di democrazia dal basso, grazie al web. È Casaleggio che ha inventato i meet up, i circoli di militanti grilliani organizzati e reclutati attraverso internet, ed è sua l’idea di trasformare il sito di Grillo (e poi quello dell’Idv) in uno strumento di «democrazia» virtuale che si oppone al mondo della Casta, delle grandi lobby, delle multinazionali odiate dal comico genovese. Questa l’immagine, questo lo spirito identitario. Eppure c’è qualcosa che non torna, forse perché dietro c’è dell’altro. Da un’indagine sulla rete di soci e partner della Casaleggio il Giornale ha scoperto connessioni e interessi molto particolari che con la «democrazia dal basso» stonano un po’. Tanto per cominciare gli uomini e la società in questione hanno avuto rapporti con grandi banche d’affari, colossi della comunicazione americani, multinazionali. Entità da sempre contrastate da Beppe come da Tonino. Casaleggio è dal 2004 partner della «Btm Corporation», un colosso tecnologico americano con sede a Stamford (Connecticut) che ha tra i propri clienti e partner – leggiamo sulla brochure dell’azienda Usa – «diversi gruppi leader nel mondo come JPMorgan, PepsiCo, Marriot, American Financial Group, Bnp Paribas, Ibm, Best Western». I simboli altissimi delle lotte internettiane del paladino della democrazia rasoterra. Tanto è che su internet, e proprio sui siti di certi meet up di Grillo, tanti fan si domandano da tempo chi ci sia veramente dietro la propaganda anti-sistema di Grillo, chi sia la Casaleggio, e se Grillo non sia una pedina manovrata dai poteri forti. Abbiamo provato a chiederlo a Casaleggio in persona, ma non è stato possibile parlarci. Senza arrivare a ipotizzare scenari da spy story è interessante soffermarsi sulle relazioni della società di consulenza. Anche perché, oltre alla partnership con la potente società Btm Corporation, c’è dell’altro. I soci fondatori della Casaleggio Associati sono cinque signori tra cui Enrico Sassoon, un manager che ha fondato la «Global trends», una società con base a Milano specializzata nella «consulenza strategica e per la comunicazione nel settore dello sviluppo sostenibile». Anche qui, tra i clienti della società, compaiono nomi che non hanno molto a che spartire con l’ideologia grilliana che la Casaleggio diffonde attraverso libri e video. La «Global trends» è infatti consulente di aziende del calibro di Bibop Carire, Hewlett Packard, Italcementi, Montedison e Philip Morris. Banche (il rovello di Grillo, la sua ossessione, il suo cavallo di battaglia negli show in giro per l’Italia), costruttori (altra bestia nera del comico), colossi della chimica (vogliamo ricordare tutte le campagne allarmistiche di Grillo?) e multinazionali nel comparto energetico e petrolifero al centro di roventi polemiche. Un parterre che di grillesco, e dipietresco, ha molto, ma molto, poco. A questo va aggiunto un dettaglio singolarissimo: Gianroberto Casaleggio, «nasce» nel gruppo Olivetti di Colaninno, ricopre incarichi nella società «Webegg» (50 per cento Olivetti) che nel 2002 diventa una controllata del gruppo Telecom Italia attraverso le società It-Telecom e Finsiel, che come controllate ha anche la «Telemedia Applicazioni» e la «Software Factory» dove Casaleggio ha ricoperto incarichi societari. Nel 2004 It-Telecom stringe un patto con «Value Partners» che acquisisce il 69% di Webegg e crea la «Value Team» dove troviamo ancora Casaleggio. Insomma, il guru del comico-piccolo azionista contestatore di Telecom Italia ha lavorato per anni con aziende orbitanti nella stessa Telecom. Grillo lo sa?