Il caso Albertini domani alla «resa dei conti»

Forza Italia: «È il momento di pensare al rientro della Lega in giunta». Il Carroccio aperto alla pace

Sabrina Cottone

La lettera di dimissioni è sempre lei, quella che Gabriele Albertini ha nel cassetto dall’inizio del mandato. «Poiché non si riesce a applicare il programma e io sono garante di quel che è stato sottoscritto anche da Bossi e Berlusconi...» recita a memoria il sindaco. Insiste sulla necessità assoluta di privatizzare la Sea: «Non farlo porterebbe a ciò che sta già avvenendo: una mancanza di risorse per investire in infrastrutture». Come sempre e da sempre minaccia di andare via: «Non è nella mia possibilità rimanere al governo senza un governo». La prospettiva non è delle migliori per la città: «Verrebbe un commissario prefettizio, che normalmente è un prefetto, e solo per l’ordinaria amministrazione». Conclusione: «È quasi sicuro che io mi dimetta nel momento in cui si disattende al programma».
È quel «quasi sicuro» a lasciare margini di speranza. Soprattutto perché domani mattina Albertini vedrà i leader dei partiti di maggioranza per essere informato dell’esito del vertice di venerdì scorso. E dopo l’incontro tra sindaco e partiti, il passo successivo sarà la riapertura del dialogo con il Carroccio. «È il momento di pensare al rientro della Lega in giunta» spiega il vice commissario cittadino di Forza Italia, Maurizio Lupi. E il segretario provinciale della Lega, Maurizio Orsatti, apre alle possibilità di pace: «Con Albertini speriamo si riesca a proseguire insieme fino alla fine del mandato».
La riunione di venerdì tra i rappresentanti dei partiti è stata la prima di una serie, perché i vertici si ripeteranno periodicamente. Per dirla con Ignazio La Russa, vicepresidente di An, sarà «un tavolo di raccordo stabile con un Gruppo dei Cento stabile». Spiega Bruno Simini, capodelegazione degli assessori di Forza Italia: «Con il sindaco ci misureremo caso per caso. In questi undici mesi vogliamo marciare uniti, prima si discuteranno i nodi politici e poi si andrà in giunta». Il «tavolo di raccordo» sarà un modo per armonizzare i partiti tra di loro, così da facilitare anche il dialogo con Albertini.
Domani il primo decisivo esperimento della formula. Lupi illustra la posizione di Forza Italia e la convinzione che tutto si risolverà per il meglio: «Non sono preoccupato perché conosco Albertini e credo sia solo contento di avere una Cdl unita. E poi ha il nostro medesimo interesse a pensare al futuro: non conviene neanche a lui che dopo di lui non rimanga niente». Quanto ai singoli temi in discussione, secondo Lupi non esistono reali ragioni di scontro: «Non vedo problemi per la Sea e neanche per i bond. E chiedere il commissario per le cartolarizzazioni non sarebbe dignitoso». Di più, il vice commissario azzurro invita tutti a abbassare i toni: «Non vedo perché bisogna andare avanti con lo spauracchio del commissario o, dall’altra parte, con le critiche al sindaco che invece è un valore aggiunto della coalizione. Non possiamo buttare via la possibilità di vincere le prossime elezioni».
Forza Italia è sicura che in campagna elettorale potrà contare anche su Albertini e che il sindaco non lascerà la città a un commissario. «Lui parla sempre di dimissioni nei periodi di riflessione. È suo costume» minimizza Simini. E Lupi insiste sull’idem sentire anche sui temi concreti: «Faremo privatizzare la Sea, nessuno è contrario». Per il confronto diretto l’appuntamento è a domani.