Caso Enav, verso rinvio a giudizio per Milanese

La Procura di Roma ha chiuso l'indagine nei confronti dell'ex consigliere del Ministro dell'Economia Giulio Tremonti. Ora il deputato rischia il processo per finanziamento illecito ai partiti

Roma - Rischia il processo per finanziamento illecito ai partiti Marco Milanese, l’ex consigliere del ministro dell’Economia Giulio Tremonti e deputato del Pdl. La procura di Roma, i sostituti Paolo Ielo e Giuseppe Cascini, ha, infatti, chiuso l’indagine per Milanese e altre quattro persone in merito alla vicenda che riguarda la vendita di uno yacht di venti metri di Marco Milanese sulla quale, secondo l’accusa, lo stesso avrebbe lucrato per consentire la nomina a presidente in una società controllata dall’Enav (Ente nazionale di Assistenza al Volo) di Fabrizio Testa. Il deposito degli atti da parte della procura di Roma precede solitamente la richiesta di rinvio a giudizio. Gli altri indagati sono: l’imprenditore Tommaso Di Lernia, Massimo De Cesare, l’ex consulente di Finmeccanica, Lorenzo Cola e l’ex presidente della società Techno Sky controllata da Enav, Fabrizio Testa. L’inchiesta della procura di Roma riguarda un filone dell’indagine sugli appalti che hanno riguardato l’Enav. In particolare, secondo la procura della capitale, l’imbarcazione, un Dolphin 64 di venti metri, sarebbe stato venduto alla società Eurotec da Marco Milanese a un prezzo di 1,9 milioni di euro, contro un valore stimato di 1,4 milioni di euro. In questo modo Marco Milanese avrebbe lucrato la differenza, circa 224mila euro, la vendita della barca più le spese di gestione e manutenzione, con la promessa di favorire la nomina di Fabrizio Testa alla presidenza di una società controllata da Enav. Testa in passsato era già stato consigliere di amministrazione dell’Enav. L’operazione sarebbe andata in porto grazie all’intervento di Tommaso Di Lernia e Massimo De Cesare. Per Marco Milanese pende, inoltre, una richiesta di arresto da parte della procura di Napoli.