Caso Ruby, Napolitano "Il processo si svolgerà secondo giustizia"

"Confido nel nostro Stato di diritto", ha dichiarato il Capo dello Stato in un’intervista al
domenicale tedesco <em>Welt am Sonntag</em> concessa alla vigilia della sua visita in Germania. &quot;Lo scontro tra partiti degenera in una vera e propria
guerriglia politica&quot;

Roma - Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano è fiducioso che il processo a Silvio Berlusconi sul caso Ruby si svolgerà "secondo giustizia. Confido nel nostro Stato di diritto", ha dichiarato il Capo dello Stato in un’intervista al domenicale tedesco Welt am Sonntag concessa alla vigilia della visita in Germania. Per Napolitano i diritti del premier saranno pienamente tutelati: "Penso che abbia le sue ragioni e buoni mezzi giuridici per difendersi dalle accuse", ha affermato. "Sia la nostra Costituzione, sia le nostre leggi garantiscono che un procedimento come questo, in cui si sollevano gravi accuse che il presidente del Consiglio respinge, si svolgerà e concluderà secondo giustizia".

Scontro tra partiti degenera in guerriglia "Troppo spesso si scelgono toni troppo clamorosi, troppo eccessivi, nel giudizio si manca di misura, molte analisi sono contraddistinte da un certo estremismo. Tutto questo contribuisce a inasprire la tensione politica. I partiti si scontrano, si dividono - tutto questo in un certo modo è normale in una democrazia. In Italia, tuttavia, ciò degenera in una vera e propria guerriglia politica". Il presidente della Repubblica fa questa analisi della attuale situazione politica italiana a venti anni dal crollo della Prima Repubblica. "Non siamo riusciti a trovare un nuovo assetto politico che fosse stabile. Speravamo di pervenire, attraverso riforme elettorali, ad un sistema partitico bipolare solido: da una parte il centro-destra, dall’altra il centro-sinistra, nella chiarezza dell’alternanza -prosegue Napolitano- Sembrava essere tanto semplice, ma non lo fu. Vi sono state invece nuove escrescenze, nuove frammentazioni. A ciò si aggiunge che ci sono anche molti personalismi dentro e attorno ai partiti, il ché, in effetti, non contribuisce alla stabilità".