Caso Ruby, il Pdl in piazza in difesa del premier Altra minorenne ad Arcore. Ma il Cav non c'era

Dalle nuove carte emerge che anche un’altra minorenne partecipava alle feste di
Arcore. Ma i pm escludono che il premier fosse presente. <strong><a href="/interni/ruby_pdl_piazza_contro_giudici_politicizzati/politica-governo-pdl-berlusconi-magistratura_politicizzata-ruby-pm-corte-manifestazione-milano/27-01-2011/articolo-id=502241-page=0-comments=1">Il Pdl in piazza il 13 febbraio</a></strong>. La Giunta: restituire gli atti ai pm. La Minetti: <strong><a href="/interni/ruby_minetti_le_mie_parole_cav_uno_sfogo/politica-pdl-berlusconi-intercettazioni-insulti-nicole_minetti-polemica-premier-prostituzione-pirellone-ruby-sfogo/27-01-2011/articolo-id=502224-page=0-comments=1">&quot;Le parole sul Cav? Uno sfogo&quot;</a></strong>

Roma -  La Giunta per le autorizzazioni della Camera ha votato la proposta del Pdl di restituire gli atti alla procura di Milano sul caso Ruby. I "si" sono stati undici, otto i "no". La proposta ora deve passare l’esame dell’ Aula. Dalle nuove carte trasmesse dalla Procura di Milano alla Giunta per le autorizzazioni della Camera emerge che anche un’altra minorenne partecipava alle feste di Arcore. Si tratta di Iris Berardi, nata nel dicembre 1991, la cui presenza nelle residenze di Berlusconi è stata accertata il 22 novembre 2009. Ma i pm milanesi escludono che il premier fosse in una delle sue residenze.

Spunta un'altra minorenne La presenza di Iris Berardi sarebbe stata registrata il 21 novembre 2009 nella cella telefonica di Porto Rotondo. Il 13 dicembre, sempre 2009, invece era ad Arcore. Con riferimento alle due date emerse (finora) negli atti dei pm milanesi, tuttavia, sembra potersi escludere che il premier fosse in una delle sue residenze. Per quanto riguarda il 21 novembre, quando il cellulare della Berardi risulta "agganciato" alla cella di Porto Rotondo, Berlusconi è a Gedda, in Arabia Saudita. Il premier arriva nella città sul Mar Rosso intorno alle 22, ora italiana, del 20 novembre. Resta a Gedda fino al 22 novembre da dove riparte per il Qatar. Anche il 13 dicembre, Berlusconi non dorme ad Arcore. Proprio quel giorno, infatti, viene colpito dalla statuetta lanciata da Massimo Tartaglia in piazza del Duomo. Poche ore dopo, il premier viene ricoverato all’ospedale San Raffaele dove rimarrà alcuni giorni.

 

Vendola fa il moralista Adesso anche Vendola si mette a fare il moralista. Il leader di Sinistra Ecologia e Libertà sentenzia: "Il disgusto è gigantesco e generalizzato". Nel mirino della sua reprimenda, più che mai bacchettona, c'è il caso Ruby. "È il disgusto contro quel mondo che è stato ben rappresentato da quello che abbiamo letto sui giornali ed è un disgusto nei confronti del coro di tutti coloro che giudicano insopportabile criticare quello che queste interccettazioni ci rivelano", prosegue. E poi la tirata qualunquista sulla decadenza dei costumi morali del Paese, il responsabile di ogni degrado - anche privato -, è sempre Silvio Berlusconi. "Se il presidente del Consiglio nell’ambito della sua vita privata viola le leggi dello Stato deve essere sottoposto a verifica, controllo e giudizio come qualsiasi altro cittadino - prosegue il governatore della Puglia -. Quello che leggiamo è emblematico di un decadimento generale dei costumi pubblici, di un degrado che fa del nostro Paese oggetto di scherno in tutto il mondo".

Pdl: rinviare gli atti Rinviare gli atti sul caso Ruby al Tribunale di Milano per conflitto di attribuzione. A quanto si apprende sarebbe stata questa la richiesta avanzata dal deputato del Pdl Maurizio Paniz nella Giunta per le autorizzazioni della Camera. Una proposta che sarebbe stata sposata in pieno anche dal relatore Antonio Leone (Pdl). Secondo Paniz, Berlusconi telefonò alla Questura di Milano in merito all’affido di Ruby, allora ancora minorenne, convinto che fosse la nipote del presidente egiziano Mubarak. Di conseguenza per l’esponente del Popolo della libertà Berlusconi agì nella sua qualità di premier e quindi si tratterebbe di un reato funzionale di competenza del Tribunale dei ministri. Un punto di vista analogo è espresso oggi in un’intervista al Corriere della Sera dall’avvocato Giuseppe Consolo, legale di Gianfranco Fini e membro della Giunta in rappresentanza di Fli. Consolo (che ieri non ha partecipato al voto sulle mozioni di sfiducia verso il ministro Sandro Bondi, infine respinte dall’aula della Camera), stamani è risultato assente ai lavori dell’organismo. A questo punto la Giunta dovrebbe votare sulla questione posta dal Pdl e non più sull’autorizzazione alle perquisizioni. A questo proposito, il Partito democratico ha chiesto un rinvio del voto della Giunta. "Tutto il dibattito è stato incentrato sulla relazione Leone che oggi sembra essere stata disattesa dal Pdl", ha spiegato Marilena Samperi del Pd.