La Cgil si prepara allo sciopero:"Sulle pensioni c'è stato un golpe"

Il segretario della Cgil a testa bassa contro la manovra finanziaria de governo: "Sulle pensioni è stato fatto un golpe della cui gravità forse ancora non ci si è resi conto". Poi minaccia di mettere in ginocchio il Paese: "Se la stagione che si apre è quella delineata dal vertice di ieri vi toccherà fare ancora lunghe presenze nelle piazze". E non risparmia neppure una bordata a Cisl e Uil: "Ci preoccupa la loro sottovalutazione del provvedimento del governo"

Roma - La Camusso prepara un autunno di mobilitazioni contro il governo. "Dopo il vertice di Villa San Martino le ragioni del nostro sciopero generale sono non solo confermate ma anche rafforzate", dice la leader della Cgil Susanna Camusso. "Sulle pensioni è stato fatto un golpe della cui gravità forse ancora non ci si è resi conto", spiega. Ed ai giornalisti dice: "Se la stagione che si apre è quella delineata dal vertice di ieri vi toccherà fare ancora lunghe presenze nelle piazze". Poi una bacchettata agli altri sindacati. Nei giudizi sulla manovra "siamo preoccupati della sottovalutazione che c’è in Cisl e Uil e del fatto che si continuano ad indicare obiettivi successivi, e impraticabili, per non dare un giudizio oggi", ha proseguito la Camusso. La Cgil passa alla difesa delle cooperative: "Con uno spirito che continua ad essere quello di vendetta hanno deciso di intervenire anche sulle agevolazioni fiscali per le società cooperative".

Le toghe difendono gli statali I magistrarti invece si scagliano contro il contributo di solidarietà che dovrebbe rimanere solo per gli statali: "È del tutto evidente l’incostituzionalità di una disposizione con la quale si opera una decurtazione secca del trattamento economico solo dei dipendenti pubblici, in violazione dei principi di eguaglianza e di progressività del sistema fiscale", è questo il giudizio del Comitato intermagistrature, che coordina l’Associazione nazionale magistrati e le principali sigle rappresentative della magistratura contabile e amministrativa, tra cui l’Avvocatura dello Stato. In attesa di conoscere nel dettaglio il testo definitivo delle modifiche alla manovra, il Comitato si riserva "l’adozione di iniziative di protesta, nessuna esclusa", con implicito riferimento a un’eventuale sciopero delle "toghe".

La protesta dei medici "Il bicchiere è colmo, adesso basta colpire i medici. Con questa manovra vengono negati i diritti acquisiti dalla categoria. Siamo pronti allo stato di agitazione". È il commento del presidente nazionale Cimo-Asmd Riccardo Cassi sulla misura decisa nel vertice Pdl-Lega di ieri che esclude gli anni di università dal conteggio dell’anzianità per la pensione, e che colpisce soprattutto i medici. "La nostra categoria entra al lavoro dopo 6 anni di laurea e 5 di specializzazione - ha spiegato Cassi - a questo va aggiunto che prima dell’assunzione passano altri anni. Di conseguenza togliere loro la possibilità di calcolare questi periodi ai fini del raggiungimento dei requisiti di anzianità li costringe a non poter andare in nessun caso in pensione prima dei 65 anni, diversamente da altre categorie che non hanno un percorso formativo così lungo". "Il calcolo dei riscatti dei periodi di studio servivano a riequilibrare questa situazione - ha proseguito il presidente Cimo - peraltro questi riscatti sono stati effettuati versando all’Inpdap somme elevate alle quali corrispondevano determinati benefici. Non è accettabile che adesso vengano annullati per togliere il contributo di solidarietà sopra i 90.000 euro che invece rimane per i soli dipendenti pubblici". "Per questo motivo - ha concluso Cassi - la Cimo che si è dichiarata più volte disponibile ad accettare sacrifici, se necessari per le sorti del Paese, purchè distribuiti equamente e mirati a ridurre lo spreco di risorse pubbliche, proclama lo stato di agitazione della categoria e si raccorderà con gli altri sindacati per decidere iniziative comuni di protesta".