Champions: emozioni, delusione e tafferugli

La delusione degenerata in rabbia, la tensione incontenibile dopo due ore e mezzo in piedi fra i cocci di bottiglia senza vedere niente o quasi davanti a un megaschermo posizionato troppo in basso per consentire una visione decente: piazza Duomo dopo la fuga di mezzanotte era un tappeto di bottiglie rotte e animi in subbuglio.
Il Milan che non poveva perdere ha perso, i milanisti arrivati con bandiere e trombe che hanno svuotato la piazza in cinque minuti netti hanno iniziato la caccia a chi festeggiava. Pessimo voto ai primi, pessimo voto ai secondi. Le ambulanze erano dovute intervenire già durante la partita per assistere chi si era sentito male, i centralini di carabinieri e polizia intasati da chiamate per risse scoppiate in vari punti della città, notizie diramate dalle stesse forze dell’ordine che erano presenti in Duomo con un piccolo drappello con l’unico scopo di impedire la scalata al cavallo per vedere qualcosa sul megaschermo. Una vetrina in pezzi in via Torino. E in piazza non c’era solo gente che alla domenica va in curva.
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