Chi gioca sporco sul peso del Cavaliere all’estero

Così certa stampa trasforma i pettegolezzi in notizie-bomba

Da tempo si è affidata l’analisi della nostra politica nazionale ai puri pettegolezzi alimentati dall’infernale circuito giudiziario-mediatico che appare assai poco legale e comunque pericolosamente coercitivo della libertà. Ora sembra che si voglia esportare questo metodo anche alle relazioni internazionali: alludendo a Stati che romperebbero i rapporti per scherzi telefonici berlusconiani e farneticando su frasette del presidente americano. In questo senso un discorso molto di circostanza dell’altro giorno di Barack Obama, con l’omissione dell’Italia da un elenco di ringraziamenti per l’intervento in Libia, è divenuto sul Corriere della Sera l’occasione per dire che Roma è ormai un paria globale.
Però l’altroieri non solo le diplomazie hanno chiarito il fatto in sé, evidentemente strumentalizzato dai berluscono-fobici, ma anche l’andamento della giornata, i crolli in Borsa provocati da dichiarazioni della Fed dovrebbero aver spiegato ai «pettegoli» quale sia la portata dei problemi in corso.
Gli americani con la Fed dopo avere visto maltrattato a Bruxelles il loro inviato, il segretario del Tesoro Timothy Geithner che chiedeva un governo euro-americano del caso greco, hanno voluto far «capire» chiaramente che cosa può succedere lasciando la crisi a briglia sciolta. E i tedeschi hanno potuto cogliere bene questa «presa di posizione» nella loro piazza francofortese. Questa dialettica testimonia il momento difficile, i problemi complessi della diplomazia a stelle e strisce, e il fatto che, alla fine, Washington guarda all’Italia come a uno Stato che può dare una mano.
Se si esamina poi un altro lato delle relazioni internazionali particolarmente caldo (i rapporti tra Berlino e il resto dell’Unione) si potrà intendere un aspetto della realtà comprensibile solo se non ci si affida puramente ai pettegolezzi per valutare lo scacchiere globale.
È evidente come la principale partita che si gioca oggi nel Vecchio continente e che condiziona in modo drammatico anche i nostri destini, sia quella tedesca, dove l’area renana spinge per rafforzare l’Unione mentre quella bavarese è tentata da un asse tecnologie-più-materie-prime russo-germanico. In tal senso uno dei pochi segnali positivi di queste ultime settimane è che nella Prussia (ago della bilancia decisivo tra le due aree citate), a Berlino, i liberali antieuropeisti siano scesi dal 7,6 al 2 per cento.
In questo quadro, di grandissima rilevanza, poi, è stata la dichiarazione filo-europeista dell’ex cancelliere socialdemocratico Gerhard Schroeder che anche per le sue attività professionali gode di uno speciale rapporto con la Russia di Vladimir Putin. Proprio questa posizione di Mosca che si sottrae alla scelta di rinchiudersi in una sorta di enclave baltica e mantiene una tensione verso scenari globali più governati è l’altra unica notizia veramente positiva in queste difficili settimane. Attendiamo adesso con ansia che Massimo Franco ci racconti come non vi siano rapporti tra un’Italia completamente isolata e Putin.