Chi paga il nuovo centro di accoglienza profughi? Lega contro Pisapia: "Non gravare sui milanesi"

E' scontro sull'apertura del nuovo centro di accoglienza per i richiedenti asilo. La giunta assicura che a pagare sarà il Viminale, ma il ministero dell'Interno copre solo per chi ha già lo status di profugo riconosciuto. La Lega a Pisapia: "Non è una priorità per Milano"

Milano - "Rom, islamici e immigrati: queste le categorie alle quali la Giunta Pisapia sta dedicando ogni tipo di attenzione, arrivando a trasformare Milano in una città araba a maggioranza islamica e regalando alloggi popolari a nomadi ed immigrati". Il presidente del Consiglio regionale lombardo, Davide Boni, non usa mezzi termini ma dà l'idea del clima teso che si respira a Milano dopo la decisione del sindaco Giuliano Pisapia di aprire un nuovo centro di accoglienza per gli immigrati e di garantire ai musulmani almeno un luogo di culto in ogni quartiere. Mentre la polemica monta anche all'interno del Partito democratico, la preoccupazione maggiore è legata alla spesa necessaria per coprire la nuova politica sociale di Palazzo Marino.

E' la decisione di aprire il nuovo centro di accoglienza in via Barzaghi a far tremare Pisapia. A fronte del rischio di trasformare il capoluogo lombardo nella Lampedusa del nord Italia, Palazzo Marino garantirà a tutti i richiedenti asilo di assistenza giuridica e sanitaria. Una grossa spesa che Palazzo Marino assicura sarà coperta dall'accordo col Viminale sui rifugiati politici. "Vogliamo capire se è vero che verranno spesi solo i soldi del governo e non quelli dei cittadini, vigileremo sui costi di questo nuovo piano profughi, perchè non gravino sui milanesi", interviene a gamba tesa il leghista Alessandro Morelli. Il Viminale copre infatti le spese per chi ha già lo status riconosciuto e non a tutti i richiedenti. Non solo. "Dobbiamo capire bene la posizione della giunta su tutte le richieste che questi profughi faranno, dato che alcuni hanno manifestato davanti a palazzo Marino qualche giorno fa per chiedere una casa al sindaco - ha spiegato - se le leggi internazionali ce lo impongono, i profughi devono essere accolti, ma dobbiamo anche controllare bene che arrivino tutti dalla Libia, perchè altrimenti devono tornare a casa loro".

Al di là dei costi di gestione, l'ex amministrazione guidata da Letizia Moratti si era già impegnata con un piano per far fronte all'emergenza profughi. "Adesso non è una delle priorità di Milano - interviene anche Matteo Salvini - ad esempio la questione degli anziani rimasti soli in città è molto più’ urgente di una cinquantina di profughi da sistemare". Il capogruppo della Lega a Palazzo Marino ha, poi, ricordato che "Milano è la città che sta facendo di più". "Non riteniamo di dovercene fare carico ulteriormente - ha quindi concluso Salvini - lo dicevamo prima alla Moratti, adesso lo diciamo a Pisapia".