Chi vuole disturbare il pilota automatico

Se volete capire di più del potere e del­l’­antipolitica, dei tecnici, dei poten­ti e di chi si circondano, leggete un testo piccolo e acuto, uscito in questi giorni, un <em>Dialogo sul potere</em>

Se volete capire di più del potere e del­l’­antipolitica, dei tecnici, dei poten­ti e di chi si circondano, leggete un testo piccolo e acuto, uscito in questi giorni, un Dialogo sul potere (Adelphi).L’auto­re è il lucido, luciferino e cattolico Carl Schmitt ma è scritto per la radio ed è dunque comprensibile.

Cosa ci spiega Schmitt in quel dialo­ghetto di 58 anni fa? Che il potere nasce dal bisogno di protezione dal pericolo, che in origine era timor di Dio e paura delle belve.

Ora che né Dio né i lupi ci fanno più paura, ora che il potere è interamente umano, si è fatto paradossalmente di­sumano; non dipende più dagli uomi­ni, lo usano ma poi ne sono usati. Né di­pende più dalla volontà di potere, si è fatto autonomo e occulto. La tecnica da serva si è fatta signora. L’uomo non lo governa, al suo posto comanda una reazione a catena da lui innescata. Il po­tere è sfuggito di mano agli uomini.

Tornate al presente e ditemi se non è così: la crisi economica indomabile, la reazione a catena indotta dalla finan­za, il potere che sbrana i potenti, il do­minio della tecnica e l’avvento dei tec­nici, la disumanità del potere da quan­do non c’è più da temere né Dio né le belve. E l’importanza decisiva di chi ha accesso diretto al re, che mi pare la que­stione sollevata da Feltri su Berlusconi.

Schmitt spiega e non dà rimedi; ma alla fine dice che il nuovo Ercole sarà chi riuscirà a sottomettere la tecnica scatenata. E tenere i tecnici al guinza­glio.

Si accettano iscrizioni per le selezio­ni di Ercole tramite le mitiche tredici fa­tiche.

Commenti

cincinnatus

Ven, 08/06/2012 - 16:23

..... e magari dare una ripassatina anche a Max Weber per verificare se davvero il potere nasce dala necessità di proteggersi dal pericolo o dalla bramosia di qualcuno; e se il potere è esercitato dai potenti o se questi ne sono succubi. Inoltre se è l'economia e la finanza che hanno sopraffatto i potenti o se sono questi che ne hanno fatto un uso spregiudicato. Infine se l'antipolitica è quella di chi ne ha le tasche piene o quella di chi ci ha sgovernato. Veneziani caro, mi sembra strano che tu abbia dimenticato Max Weber; lo hai citato e indicato come maestro della politica più di qualche volta nei tuoi libri.... cosa ti è successo?

cincinnatus

Ven, 08/06/2012 - 16:27

Max Weber è chiaro e impietoso in una sua analisi (non ricordo in quale sua opera) quando distingue fra chi vive per la politica e chi vive della politica. Invito chi non lo conosca di approfondire e capire dove sta l'antipolitica. Grazie Veneziani per l'ospitalità.

lunisolare

Ven, 08/06/2012 - 17:04

"Il potere è sfuggito di mano agli uomini", è l'affermazione che riassume gli accadimenti di questi ultimi anni, infatti stiamo assistendo a dei tentativi di raddrizzare la situazione ma ad ogni tentativo andiamo sempre più giù, come le sabbie mobili, credo che il rimedio sia in una azione concordata tra i vari stati, una governance che stabilisca regole che divida il risparmio e l'investimento dalla bisca del gioco d'azzardo dei gruppi finanziari che speculano, non c'è molto da scegliere, il novello ercole dovrà convincere le diverse economie mondiali a concordare su questo punto.

Ritratto di Rosella Meneghini

Rosella Meneghini

Ven, 08/06/2012 - 19:30

“Si accettano iscrizioni per le selezioni di Ercole tramite le mitiche tredici fatiche”. Non ho capito se sia un errore o una provocazione, dato che le dodici fatiche messe assieme non sono nulla a confronto di questa fatica. Di conseguenza dopo l’allenamento per portare a termine le dodici, forse si è abbastanza forti per superare la tredicesima. Ma "molto" forse.

Nadia Vouch

Ven, 08/06/2012 - 23:08

Tutto ciò non spiega tuttavia l'esistenza, per taluni soggetti, di un potere carismatico. Penso ad esempio al grande potere attuale di alcune star della musica, piuttosto che in altri campi, tutti di solito legati all'immagine. Come se esistesse un potere grandioso, legato alla fantasia, alla capacità di fantasticare. Un potere artificiale e slegato dal reale inteso come quotidianità, ripetitività, tecnica, regole. La realtà viene vissuta come noia, per inseguire altro che viene dopo altro, dopo altro....Infinito, senza punti di approdo.

Ritratto di Contenextus

Contenextus

Sab, 09/06/2012 - 11:28

Ercole è il default incontrollato che può distruggere eurozona,governi statali,politica,potere finanziario. Quantomeno incisivamente ridimensionarli. I cittadini di buona parte del continente europeo sono diventati sudditi o schiavi fiscali, in strutture statali e pubbliche sempre più occhiute e pervasive. I cittadini hanno subito sempre,e si ritrovano poveri ,indebitati,con servizi scadenti,derubati. E coloro che li hanno ridotti a semplice riserva di furto pubblico hanno la prepotenza di ergersi a salvatori, a cavalieri bianchi. No. La gente ha un'occasione irripetibile,per quanto dura e impegnativa, per disfarsi di tutto quel sistema che li ha gradualmente privati di dignità e libertà,negandole anche i diritti naturali. E l'occasione è figlia delle malefatte di tutte queste caste insieme. E' il default finanziario e politico incontrollato. Un caos temporaneo che demolisce traumaticamente il vecchio,e diventa rigeneratore del nuovo. Non per gli stati,ma per la gente,per i popoli.

OIRAM

Sab, 09/06/2012 - 12:44

Talvolta anche il buon Omero si addormentava. Evidentemante è successo anche al brillante giornalista mentre scriveva l'ultima riga dell'articolo : infatti le mitiche fatiche di Ercole erano dodici e non tredici. Cordialmente.

erasmodarotterdam

Sab, 09/06/2012 - 13:06

Ercoli non ce ne sono, ma Ercolini-sempre-in-piedi ce ne sono fin troppi. Marcellino mi sembra che anche tu appartieni a questa seconda specie, insieme a tantissimi altri giornalisti italiani. In effetti funziona sempre come all'alba della civiltà, è la paura che alimenta il potere. Ad esempio per voi giornalisti-schiavetti la paura di dover lavorare per campare è più forte di qualsiasi senso di dignità o deontologia professionale.

Ritratto di rosario.francalanza

rosario.francalanza

Sab, 09/06/2012 - 13:43

Mi chiedo come facesse l'Impero Romano a comandare mezza Europa, tutto il Mediterraneo e gran parte di quello che gli stava intorno senza comunicazioni tecnologico - satellitari. Quando un plenipotenziario o un mercante partiva, doveva pensare scrupolosamente a tutto quello che si portava, sapeva che tutte le scelte erano state fatte e che non poteva ritornare indietro e che ogni comunicazione, nel migliore dei casi, avrebbe impiegato mesi per arrivare! E dominavano il mondo conosciuto! Oggi che siamo incomparabilmente più potenti nelle comunicazioni siamo enormemente più deboli nel costituire uno Stato con una tale solidità. Anzi, ci accorgiamo che è proprio la preponderanza della tecnologia, del tecnicismo e dei meccanismi economici più forsennati a impedirlo. La bella impresa è, dato che non rinunceremo mai alle attuali comodità, fare in modo che esse possano generare un sistema statuale almeno paragonabile a quello romano, che non sia soltanto la mera "solidarietà globale" del Web

blues188

Sab, 09/06/2012 - 13:44

Se le fatiche sono tredici, di sicuro non troveremo iscritto il buon Marcé. Lu di faticare non ne ha voglia. Riesce solo a dire qualcosa, ma di non troppo sincero né pericoloso. Marcé, sei andato in Emilia a lavorare? No, eh?

roberto.morici

Sab, 09/06/2012 - 16:12

#OIRAM. Forse il buon Marcello auspica la venuta di un "eroe" più forte del mitco Ercole e quindi capace di superare la...tredicesima prova.

Ritratto di Rosella Meneghini

Rosella Meneghini

Sab, 09/06/2012 - 16:40

#9 rosario.francalanza# Provo a darmi una risposta alla sua stuzzicante domanda. Scienza e tecnica in sé non sono né buone né cattive. E’ l’uso che se ne fa che ne determina la qualità. I romani sono riusciti a governare mezzo mondo perché davanti a tutto c’era Roma: l’onore e la giustizia di Roma che applicavano prima a sé stessi e poi alle genti che conquistavano. Il male di oggi è questa totale mancanza di appartenenza. Viviamo in una società che, in nome di una libertà travestita da liberalità, ci ha portato ad una decadenza dei costumi, ad un imbarbarimento del linguaggio tali, che ne siamo assuefatti. Ci si prende cura solo del corpo e di tutto ciò che gli è inerente, come se dovesse esprimere quello che lo spirito, lasciato incolto, non ha potuto generare. Comandare non vuol dire essere prepotenti, ma esercitare la Giustizia con la disciplina e il discernimento che le competono. Quando anima e mente prenderanno per mano scienza e tecnica, diventeremo Signori dell’Universo.

roberto.morici

Sab, 09/06/2012 - 16:38

@blues188 (10). Naturalmente Veneziani non ha bisogno del mio aiuto. Mi permetto, comunque, di spezzare una lancia in suo favore. Leggere l'articolo e commentarlo è come "non" aver dedicato ai terremotati emiliani la stessa quantità di tempo sprecato dal giornalista.

Ritratto di barbara.2000

barbara.2000

Sab, 09/06/2012 - 16:40

egregio dottore , la leggo spesso sul cartaceo , così di volta in volta mi ritrovo una italiota , perchè lei riesce sempre a farmi adirare . per me l'uomo , inteso come animale in generale , ha paura di dio e si ostina a dire che non c'è . non ci sono leoni ? intende le bestie? io i leoni li vedo ogni giorno , sono i delinquenti no global , i pervertiti musulmani , i padri che violentano i figli , li picchiano fino a farli morire . ecco ci vuole , è vero , il tredicesimo di cui la leggenda parla . sarà possibile solo quando finalmente dio avrà distrutto tutta la terra