Chinatown trasloca, oggi l’annuncio «In via dei Missaglia 300 grossisti»

Per l’annuncio ufficiale bisognerà attendere mezzogiorno: l’assessore comunale allo Sviluppo del territorio, Carlo Masseroli, il console cinese Zhang Limin e il rappresentante della comunità cinese a Milano Angelo Ou, annunceranno il trasloco di circa 300 grossisti da via Paolo Sarpi. Ma proprio le anticipazioni svelate ieri da Ou lasciano ormai pochi misteri sul progetto di delocalizzazione. E soprattutto, confermano che per chiudere il capitolo Chinatown, i residenti della zona dovranno attendere ancora 24-30 mesi. Casomai, avranno tempo sufficiente per alzare la voce, da oggi, i nuovi «vicini di casa». Da tempo archiviata l’ipotesi di trasferire i grossisti ad Arese, la scelta è caduta su una vasta area del Gratosoglio. In via dei Missaglia - oltre il supermercato Esselunga ma prima della tangenziale ovest - sorgerà un grande polo commerciale di circa 52mila metri quadrati, in grado di ospitare almeno 500 spazi per le attività all’ingrosso. Un gruppo di privati cinesi capitanato da Luigi Sun (leader dell’importazione di alimentari asiatici) acquisterà dal titolare della «Car World Italia» Piero Moccarelli un’area dismessa per realizzare la costruzione. Il progetto finale prevede la realizzazione nelle immediate vicinanze di alcuni servizi: un residence, un albergo, persino un asilo. Gli attuali capannoni saranno demoliti e ricostruiti da zero.
La collocazione, assicura Angelo Ou, «può favorire l’integrazione della comunità cinese», situazione ben diversa da quella ipotizzata ad Arese, dove «si sarebbe creato un ghetto». La conclusione delle trattative conferma, secondo il portavoce cinese, che «i rapporti con il Comune sono sempre stati buoni, perché abbiamo dimostrato di saper condurre le trattative in modo corretto e concreto, e non ho dubbi che continueranno su questa strada». Il progetto oggi sarà presentato ai residenti della Chinatown milanese, in un’assemblea aperta organizzata all’oratorio della Santissima Trinità in via Verga alle 19.30. Il comitato ViviSarpi chiedeva tempi più stretti ma dovrà accontentarsi e pazientare almeno due anni. Ma già dal prossimo autunno altre attività di import-export potrebbero trasferirsi in una parte del centro commerciale «Il Girasole» di Lacchiarella, e altre soluzioni sarebbero allo studio a Cornaredo e in un’area vicino a Linate. Chi frequenta la comunità cinese giura però che alla fine non si libererà alcun negozio: casomai, si invertirà la proporzione tra le attività all’ingrosso (oggi circa il 65%) e quelle al dettaglio (35%).
Già sul piede di guerra la Lega. «L’area sud non è la discarica della città - tuona il capogruppo in consiglio, Matteo Salvini -. C’è già il depuratore, un campo rom, ed è identificata per un nuovo termovalorizzatore». Il Carroccio è «soddisfatto per i residenti di via Sarpi» ma annuncia già per oggi un gazebo nel quartiere Gratosoglio. Salvini critica anche il metodo dell’annuncio: «È seccante e grave che noi consiglieri siamo informati della decisione tramite una conferenza stampa, quando per venerdì era convocata una Commissione speciale proprio sul tema». «C’è un problema di rapporti tra giunta e consiglio - conferma il presidente dell’aula Manfredi Palmeri -. Sono d’accordo con Salvini»\