CINISELLO, DENUNCIA DELLA LEGA

Per errore l’invito destinato alle mogli finisce ai mariti Alla visita vanno le donne, ma l’esame non si fa

Silvia Villani

A Cinisello Balsamo le pari opportunità esistono davvero, tanto che la Asl 3 ha invitato anche gli uomini a sottoporsi a uno screening mammografico gratuito per prevenire i tumori al seno. A portare l'insolito problema all'attenzione della giunta di centrosinistra guidata da Angelo Zaninello è stato Simone Boiocchi, capogruppo della Lega Nord, che ha evidenziato come nei giorni scorsi molti inviti a sottoporsi all'esame siano stati recapitati ai capifamiglia invece che alle consorti. Moltissime le lettere inviate tanto che diversi cittadini, credendo si trattasse di uno scherzo, hanno contattato l'azienda sanitaria locale per chiedere maggiori spiegazioni a riguardo. A tutti però è stato assicurato che non si trattava di una burla, ma di un errore del sistema informatico che aveva inviato le lettere. Rassicurati, i mariti hanno «girato» l'invito alle mogli, esortandole a non perdere la possibilità di sottoporsi all’esame, per giunta gratuito.
Molte donne hanno deciso di approfittare dell'offerta riservata loro dagli specialisti e si sono così presentate all'appuntamento. Alcune sono anche arrivate in anticipo per spiegare a medici e infermieri che nell'invio delle lettere c'era stato un errore e che il marito mai avrebbe potuto sottoporsi alla mammografia. Invece del sorriso di rito e della stretta di mano, magari insieme alle scuse per il disguido, le sfortunate cinquantenni si sono però viste chiudere la porta in faccia visto che l'esame gratuito era stato riservato al signor Gaetano e non alla signora Giuliana. Inutile, così, ogni tentativo delle donne di spiegare che quell'esame dovevano farlo loro. «Se il nome non è quello sulla busta - hanno sottolineato gli zelanti operatori - non se ne fa nulla».
«Mi auguro - ha detto Simone Boiocchi, rivolgendosi alla Giunta comunale - che nei prossimi giorni gli uffici competenti provvedano a richiamare quelle donne che non sono state visitate, e dopo aver fatto loro le dovute scuse, offrir loro la possibilità di effettuare la mammografia. La burocrazia è una macchina infernale ma a tutto c'è un limite, soprattutto quando si parla della salute dei cittadini. Con certe cose non si scherza». Invitati dalla Lega Nord a vigilare su quanto accaduto i dirigenti dell'azienda ospedaliera del San Gerardo di Monza, della quale fa parte anche l'ospedale Bassini, hanno però sottolineato la loro estraneità a quanto accaduto rimandando la responsabilità unicamente alla Asl.

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