Cittadinanza a Saviano,la Lega attacca Pisapiae diserterà la cerimonia

Mercoledì prossimo Pisapia darà la cittadinanza onoraria allo scrittore. Il presidente del Consiglio regionale lombardo Davide Boni diserterà la cerimonia: "Saviano non rappresenta i milanesi"

I leghisti non presenzieranno al battesimo di Roberto Saviano. Non tanto per boicottare la trovata ideologica e piuttosto inutile del sindaco Giuliano Pisapia, piuttosto per dimostrare che l'autore di Gomorra "non rappresenta in alcun modo la città di Milano". "Conferirgli la cittadinanza onoraria - tuona il presidente leghista del Consiglio regionale della Lombardia, Davide Boni - è una iniziativa prettamente demagogica e chiaramente politica". Mercoledì prossimo, infatti, lo scrittore riceverà la cittadinanza onoraria. A consegnare il riconoscimento, nella storica sala Alessi di Palazzo Marino, ci saranno Pisapia e il presidente del consiglio comunale Basilio Rizzo.

In una lettera indirizzata direttamente a Pisapia, Boni ha spiegato che la sua assenza non sarà dettata da motivi istituzionali ma al suo "totale disaccordo per la consegna di un tale prestigioso riconoscimento cittadino a una persona che, a mio avviso, non rappresenta in nessun modo la città di Milano". "Da milanese ritengo infatti - ha proseguito il presidente del Consiglio regionale - che ci siano altre persone che hanno reso grande il nostro capoluogo e che meriterebbero una tale onorificenza e non una persona che non ha contribuito a consolidare il ruolo di Milano in Italia e nel mondo". In profondo disaccordo il Partito democratico che ha difeso a spada tratta la decisione del sindaco milanese. Secondo il consigliere regionale del Pd Giuseppe Civati, infatti, Boni sarebbe in errore perché "non vede che in Saviano si riconoscono tantissimi giovani milanesi, di tutte le fedi politiche, anche la sua". "Ne condividono il coraggio e la generosità, e lo hanno dimostrato spesso partecipando alle tante manifestazioni contro le mafie - ha concluso l'esponente del Pd - in questa decisione Boni non rappresenta certo il Consiglio regionale, ma solo se stesso".