Cocaina, consumi record "Adolescenti a rischio"

Per l’Asl ne fa uso il 7% dei milanesi tra i 15 e i 64 anni. Sempre più donne tra i clienti

Da 800mila a un milione e centomila consumatori. Non necessariamente vip o manager di successo. Molto più probabilmente trentenni, lavoratori precari o studenti, appassionati di sport. Uomini e donne. Adulti e giovanissimi. Nel 2010 il mercato della cocaina sarà così. Globalizzato e trasversale, ancora più di oggi. I consumatori abituali di polvere bianca aumenteranno del 40 per cento, rappresenteranno cioè il tre per cento della popolazione italiana fra 15 e 54 anni.
È lo scenario tracciato da Previo.Lab, lo studio sulla previsione dell’evoluzione dei fenomeni di abuso effettuato dalla Asl di Milano e presentato all’università Cattolica. Il capoluogo lombardo non sfugge alla tendenza. Anzi, si conferma all’avanguardia. «Oggi - spiega Roberto Mollica, responsabile dell’Osservatorio dipartimento dipendenze patologiche dell’Asl - i consumatori abituali di coca a Milano rappresentano circa il sette per cento della popolazione fra 15 e 64 anni, dato di molto superiore a quello di altre città italiane. Nel capoluogo il fenomeno si è diffuso prima che altrove, anche se assistiamo a un progressivo riallineamento del resto del Paese».
Il consumatore abituale di cocaina non è più ricco, popolare, di successo. La droga si sta diffondendo in tutte le classi sociali. «È difficile tracciare l’identikit del consumatore tipo - conferma Gabriella Gilli, psicologa della personalità della Cattolica -. La fascia più a rischio è l’adolescenza. Ma in genere, la polvere bianca viene assunta da chi ha difficoltà ad accettare frustrazioni e piccole gratificazioni quotidiane ed è continuamente alla ricerca di stimoli maggiori. La cocaina elimina la paura e il senso del rischio, fa sentire più sicuri, potenti e aggressivi. Inoltre è di moda, per questo coinvolge i giovani che sono spinti dal gioco, dall’emulazione e dalla convinzione che faccia stare bene con gli amici». Fra loro ci sono tantissime donne, spesso studentesse universitarie in ansia per gli esami o manager incapaci di gestire lo stress. «È l’effetto dell’equiparazione dei comportamenti fra maschi e femmine - afferma la psicologa -, un po’ come è accaduto per le sigarette».
Anche il mercato è cambiato. La cocaina è facile da reperire: molto spesso è venduta da chi spaccia cannabis. E poi costa meno che in passato ed è distribuita anche in micro dosi da poche decine di euro. Una realtà, questa, che contribuisce alla diffusione di altre droghe. Soprattutto popper ed eroina. «Il mercato dell’eroina sta crescendo - avverte Mollica - e sta cambiando il consumatore tipo. Oggi la droga tocca i giovani, chi non ha vissuto la grande epidemia degli anni ’70 e ’80 e ha meno resistenza. Infine c’è il popper, diffuso soprattutto fra gli studenti».