Commissari e prove toste: maturità, pagella in rosso

La media è scesa di oltre un punto negli ultimi due anni. Seconda e terza prova abbassano la media dei voti nonostante l’aumento del credito scolastico. Diminuiscono anche i 100

Milano - Consideriamo i commissari esterni e il loro «zampino creativo» nella formulazione della terza prova, consideriamo la traccia del tema d’italiano sbagliata e l’elaborato di matematica molto difficile. Facciamo la somma di questi elementi e otteniamo un risultato della maturità mediocre, con un punteggio medio per studente che non supera quota 75. Non basta. Solo sei ragazzi su cento conquistano il massimo dei voti e i più meritevoli sono distribuiti soprattutto al Sud. È il quadro che emerge dai primi dati provvisori dell’Osservatorio nazionale sugli esami di Stato del 2007. Il credito scolastico, frutto del bagaglio personale dello studente, è l’unica voce a non essere stata influenzata dall’esame. È infatti è rimasta pressoché invariata: 13,9 quest’anno rispetto al 13,7 del 2006. Le cose cambiano nelle prove scritte dove si raggiunge un punteggio medio di 46,9 rispetto al 47,4 del 2005.

Ma, non a caso negli ultimi due anni non esistevano i commissari esterni e neppure Fioroni, ministro con tanto di delegato «speciale» che sbaglia la traccia del tema di italiano e propone un elaborato di matematica che solleva le ire degli esperti in materia: troppo difficile, da livello universitario. Il risultato è la soluzione della traccia finita su Internet e un mare di polemiche sulle maglie larghe dei controlli.
Ma questa è cronaca. Le statistiche rilevano che nella seconda prova scritta la valutazione è stata di 10,59 punti di media, mentre negli anni scorsi era superiore all’11. Altra flessione nella terza prova, quella a cui hanno partecipato i commissari esterni: quest’anno il punteggio medio è di 10,92, 11,16 i punti nel 2006.

Anche al colloquio finale, lo spauracchio dei commissari esterni si è fatto sentire. E alla fine il punteggio finale si è fermato a quota 74,99. Nel 2006 ha superato i 75 punti, i 76 nel 2005.

Le bocciature meritano un capitolo a parte, perché sembrano diminuire mentre in realtà crescono di numero. Spieghiamo meglio. Quest’anno si contano meno bocciati degli anni scorsi, 2,6% contro il 3-4% del passato. Ma la ragione non sta nella meritocrazia degli studenti o nella maggior indulgenza degli insegnanti, bensì nella possibilità di non ammettere i meno preparati. Così, la selezione preventiva ha scartato circa il 2,5% degli studenti che, sommati a quelli bocciati, sono diventati il 5%.

Dai bocciati ai secchioni. I diplomati con 100, punteggio massimo, sono calati sensibilmente: nel 2005 dieci su cento, l'anno scorso nove su cento, quest'anno sei su cento. C'è poi una piccola percentuale di «lodi», lo 0,69 in totale. Significa che un ragazzo su 144 è stato bravissimo, ottenendo il top. Una bella soddisfazione che può vantare soprattutto il Sud. È lì che la percentuale sfiora l’1% seguito dal Nordest con l’0,84% e dal Centro, con lo 0,67. La valutazione della maturità contrasta però con le comparazione internazionali che invece vedono i giovani lombardi e trentini tra i più preparati e competitivi persino rispetto ai preparatissimi studenti finlandesi. Eppure a Milano solo il 4,1 degli studenti ha preso il massimo dei voti, a Torino il 3,6%, a Padova il 5,6, a Trento il 5,4%.

I più meritevoli, invece, si scoprono a Caserta (voto 100 per il 19,4) a Cuneo, (18,4%) ad Ancona (13,9%) a La Spezia (voto 100 per il 12,8%), a Teramo e a Nuoro. Ragazzi eccezionali o professori di manica larga? Solo la carriera universitaria e il mondo del lavoro potranno scoprirlo.