Il Comune fa i conti delle elezioni: 10 milioni di euro

Quasi 254mila ore di lavoro straordinario. Tra vigili (91mila ore), addetti alla manutenzione (7.917) o ai sistemi informativi impegnati a dare notizie e dati in tempo reale (28mila ore), o ancora ai servizi dell’anagrafe e delle risorse umane (50.500) che dovranno duplicare non-stop carte d’identità e certificati elettorali. E sono in campo anche operatori del settore anziani (240 ore), la segreteria generale (400), il gabinetto del sindaco (800) e molti altri settori. Per le elezioni provinciali ed europee del 6 e 7 giugno e per l’eventuale ballottaggio del 20 e 21, il Comune ha quantificato una spesa di quasi 4,7 milioni solo per le prestazioni extra del proprio personale. Ma ammonta a circa 10,2 milioni la spesa complessiva per la tornata elettorale, a cui la giunta comunale ha dato il via libera lo scorso 22 aprile. Un «anticipo», perché l’onere, è precisato anche in delibera, sarà a totale carico di Stato e Provincia. Saranno 1.248 gli uffici elettorali di sezione, oltre a 55 seggi speciali: la spesa totale prevista per il primo weekend elettorale è di 1,197 milioni, che saliranno a 2,1 milioni se si voterà anche quindici giorni dopo. I presidenti di seggio verranno ricompensati con 187 euro, 145 a scrutatori e segretari (90 e 61 euro in caso di seggio speciale). Per lo scrutinio delle schede votate presso i Consolati per l’elezione del Parlamento europee va garantito un seggio ogni 2mila elettori, e per Milano ne sono stati ipotizzati 80.
Per gli uffici che dipendono dall’assessore ai Servizi civici Stefano Pillitteri sarò un mese di superlavoro. L’amministrazione deve provvedere alla personalizzazione e recapito di circa 31mila tessere elettorali fornite dal Ministero e alla preparazione di circa 80mila etichette di aggiornamento (ad esempio se un residente ha cambiato domicilio). Ci saranno come sempre taxi gratis ai disabili. Ed è stata prevista una spesa di 244mila euro per installare i tabelloni per la propaganda che il Comune deve mettere a disposizione entro il 34esimo giorno prima della votazione. Con una delibera votata già a febbraio, è stato già calcolato anche il costo per lo smontaggio: 400mila euro, Iva inclusa.