Concha Bonita, da calciatore a gay

Tango, melodramma e rock si mescolano nella storia di Pablo, in cerca di identità

Una briciola di tango, un pizzico di melodramma, rock quanto basta. Il tutto a ritmo di ironia e riflessione.
Contaminazione, quella tra teatro e musica, è la parola chiave di Concha Bonita, il musical in scena al teatro Ventaglio Smeraldo nella versione italiana firmata da Vincenzo Cerami e Nicola Piovani, con la regia di Alfredo Arias.
Sul palco, Gennaro Cannavacciuolo (Carlo), Mauro Gioia (Raimondo) e Alejandra Radano (Concha), con la musica dal vivo dell'Orchestra Aracoeli diretta da Alfredo Arias.
«Tutto lo spettacolo, in realtà, è una costruzione», spiega Alejandra Radano. «Ogni dettaglio ha un senso profondo, teatrale, in un gioco di metafore, rimandi ed allusioni; a partire dal manifesto, per continuare con la sfilata di vestiti indossati dai protagonisti».
Seguendo infatti il filo d'Arianna degli abiti di scena, sfarzosi, magnifici, ci si ritrova anche sulle tracce del percorso di Concha, nel suo cammino verso il desiderio.
Così la protagonista, che una volta si chiamava Pablo e in Argentina faceva il calciatore, si lascia affascinare da Parigi e dalla prospettiva di una vita nuova, nella quale è capace di gettarsi con i suoi abiti barocchi, e altrettanto in grado di dirle addio, indossando un tailleur nero.
«Questo è il suo modo di chiudere il cerchio, di accogliere una nuova trasformazione», precisa Alejandra. «Perché è un personaggio solare, pieno di vitalità, che trova il modo di andare avanti, anche nelle difficoltà e nei momenti di conflitto». Che certo non mancano, e che per l'ex calciatore si presentano alla porta nelle sembianze del passato, nei panni di Myriam, la fidanzata di un tempo, e Dolly, la figlia ormai quindicenne della cui esistenza Pablo non sapeva nulla.
«Concha è un personaggio capace di prendere decisioni forti, di continuare a cambiare. Quando incontra la figlia, capisce che non c'è più posto nella sua esistenza per il mondo frivolo in cui ha vissuto fino ad allora, e che si trova di fronte ad una nuova svolta, che le richiede di essere più riflessiva, più matura».
«Mi piace pensare che, al di là della storia in sé, il suo messaggio è che nella vita si deve andare fino in fondo per essere quello che si è sempre sognato di essere» continua Alejandra Radano.
Perché Concha, personaggio che si muove in atmosfere da fiaba, in fondo, è anche una frase. «Quando soffia il vento, vai con lui, anche se la rotta non la sai».