Contro il Generale Inverno stufette per i fiori e per i maialini da latte

Il freddo polare rischia di mettere in ginocchio gli allevatori e i coltivatori. Predisposto un piano di emergenza per riscaldare le stalle e le serre e per evitare il congelamento degli abbeveratoi

Kiwi e pere sono salvi, le mele pure, guai in vista invece per radicchio, broccoli e cicoria. Ma a rischiare di brutto sono le mucche e i maiali. Il grande freddo infatti, dopo i forzati che hanno passato la notte bloccati in autostrada, adesso assedia le stalle. Pericolo rosso soprattutto per gli animali più piccoli, che sono molto sensibili alla brusca diminuzione delle temperature.
Per salvarli, gli allevatori italiani hanno messo a punto una serie di provvedimenti di emergenza. Il primo è uno speciale «menu antigelo». E cioè una dieta invernale più ricca di quei cereali e di quei semi oleosi che assicurano amido e grassi necessari all'aumento di calorie, indispensabile a fronteggiare nelle stalle l'abbassamento delle temperatura. «Anche specie che normalmente, per proprie caratteristiche metaboliche - sostiene la Coldiretti - resistono molto bene al freddo, devono essere protette dall'abbassamento record della colonna di mercurio che si sta verificando in questi giorni in Italia».
Il secondo intervento consiste in uno «stretto controllo» degli impianti di abbeveramento delle mucche, per evitare rischi di congelamento dell'acqua nei tubi o nelle «tazze» da dove si dissetano. E il problema non riguarda solo le mucche, che si concentrano soprattutto nel nord Italia, ma anche altri animali di allevamento. Come ad esempio le pecore, presenti in numerose aree dell'Appennino centrale e nelle isole. Il terzo provvedimento è il più costoso, il riscaldamento delle stalle dove vivono gli animali più piccoli. Stufette e piastre per salvare i maialini, che devono essere tenuti a una temperatura fra i 28 e i 29 gradi: se fuori si scende a meno 10, c'è da recuperare un'escursione termica di 40 gradi. Un aumento di costi che non è a lungo sostenibile in un settore che sta affrontando notevoli difficoltà.
Poi c'è l'emergenza ortaggi e fiori, per fronteggiare la quale l'unica strada è riscaldare le serree. Ma intanto l'ondata di maltempo con freddo polare ha colpito le coltivazioni invernali all'aperto come cavoli, verze, cicorie, radicchio, broccoli e carciofi. Se il termometro si manterrà a lungo sotto i dieci gradi, avvertono gli esperti, si potrebbe verificare una moria di gemme anche nelle piante da frutto i cui effetti potranno essere valutati soltanto in primavera con il risveglio vegetativo. Nessun pericolo invece per i prodotti già raccolti da tempo come mele, pere e kiwi. I quali, spiegano gli scienziati, sono peraltro un ottimo alleato per affrontare il grande freddo.