Contro Pisapia Boeri abbaia ma non morde: "Ora recuperiamo l'autogol preso sull'Expo"

Scontro nella Giunta. Boeri ammette l'autogol ma non rimette la delega all'Expo. Anche Travaglio si indigna: "E' un conflitto di interessi". Ma Pisapia non gli dà retta e tira dritto: "Le divisioni si possono superare
se si ragiona insieme". Intanto la sinistra radicale è sul piede di guerra

Milano - "Oggi mi è successo di rallentare su una posizione di principio, giusta e legittima, per non mettere in difficoltà una squadra in cui credo e per la quale abbiamo dato tutti l'anima. La partita su Expo è ancora lunga e bisogna recuperare un autogol. Ma per farcela devo avere la posizione giusta in campo, giocare nel mio ruolo. E' quello che fino ad oggi non ho avuto e che oggi ho chiesto. Con il vostro aiuto". Usa ancora Facebook, l'assessore alla Cultura con delega all'Expo Stefano Boeri, per fare il mea culpa. Ieri la Giunta guidata da Giuliano Pisapia ha firmato un accordo sulle aree edificabili che è figlio della passata amministrazione e che porta in tutto e per tutto il marchio di Letizia Moratti. Marchio che ha mandato su tutte le furie l'ala più radicale della coalizione e che ha obbligato il sindaco a un dietro front incredibile pur di portare a casa l'Expo.

Inutili le proteste di Boeri, la cui firma trova posto accanto a quella della Moratti avendo lui stesso seguito per l'ex sindaco il concept plan dell'Expo. Un conflitto di interessi che fa drizzare i capelli pure a Marco Travaglio che sul Fatto scrive: "L'accordo di programma sulle aree espositive che è una penosa resa senza condizioni ai poteri forti e alla linea Formigoni-Moratti". E Boeri cosa fa? Scrive su Facebook, nel cuore della notte, parla di dubbi e perlessità sulla firma da parte di Pisapia dell'accordo di programma per la manifestazione. In particolare, l'indice di edificabilità delle aree acquistate dalla famiglia Cabassi su cui si svolgerà la kermesse è rimasto dello 0,52. Toppo elevato, secondo Boeri e la maggior parte della sinistra estrema, che teme una "cementificazione". Boeri aveva addirittura minacciato, sempre con un post sulla sua bacheca Facebook, di rimettere la delega per la manifestazione. Minaccia ritirata durante la tesa riunione della giunta, durata circa tre ore, in cui alla fine Boeri ha chiesto un rafforzamento delle sue possibilità di controllo e supervisione su Expo. 

"Le divisioni si possono superare se si ragiona insieme". Questo l'unico commento di Pisapia. "Il punto di oggi su Expo 2015 - prova a minimizzare il sindaco di Milano - è un punto di partenza, ora bisogna comunicare l’occasione di successo che Expo rappresenta per la Lombardia l’Italia". Quanto all’assegnazione delle deleghe per l'Expo, tuttavia, Boeri ci tiene a ricordare che "il tema sarà in discussione nei prossimi giorni".