Contro la stangata di Pisapia la rivolta leghista: "Fate come i rom, non pagate tram e metro"

Venerdì la giunta darà il via libera ai rincari sul biglietto dell'Atm e all'introduzione dell'addizionale Irpef. La Lega invita disoccupati,
precari, cassintegrati e 65enni a non pagare la corsa su tram e metropolitana: "E se sale il controllore ci si dichiari
clandestini"

Milano - "Uno sciopero del biglietto per disoccupati, precari, cassintegrati e 65enni". Il capogruppo della Lega a Palazzo Marino Matteo Salvini vuole la rivolta per boicottare l’aumento della tariffa di Atm che la giunta di Giuliano Pisapia intende deliberare venerdì prossimo. Un rincaro del 50 per cento che porterà il costo del biglietto da un euro e un euro e cinquanta centesimi. Una stangata che molti milanesi non possono permettersi perché, in una congiuntura economica così sfavorevole, peserebbe troppo sul proprio portafoglio.

Con i primi provvedimenti presi da Pisapia, soprattutto la fascia più debole verrà colpita da un sistema di tariffe di secondo grado molto pesanti. Dall'aumento del costo del biglietto dell'Atm all’introduzione dell’addizionale Irpef per i redditi che superano i 33.500 euro lordi all'anno, sono solo le prime mosse di una giunta che in campagna elettorale aveva promesso di essere più vicina ai cittadini, ma che raggiunto il soglio di Palazzo Marino ha subito messo le mani nelle tasche dei cittadini. Il risultato? La vita a Milano sarà sempre più per pochi. "Se passa la stangata - è la proposta lanciata oggi da Salvini - disoccupati, precari, cassintegrati e 65enni, questi ultimi per la gratuità dell’abbonamento annunciata in campagna elettorale, viaggino pure senza biglietto come fanno ogni giorno molti rom e immigrati". E se sale il controllore? "Ci si dichiari clandestini", conclude l'esponente del Carroccio.

L’aumento del biglietto Atm annunciato nei giorni scorsi dal sindaco Giuliano Pisapia colpirà, inevitabilmente, non solo i milanesi ma pure i milioni di cittadini del Milanese che, ogni giorno, si recano nel capoluogo lombardo per lavorare. Non potendo contrastarlo, il presidente della Provincia Guido Podestà ha invitato Pisapia a non usare l'intero gettito esclusivamente per coprire la spesa corrente di Palazzo Marino ma di "investirlo, almeno in parte, nella realizzazione di prolungamenti fuori città delle metropolitane". Lo ha dichiarato . Gli enti locali impegnati a migliorare la qualità di vita dei cittadini e a contenere l’inquinamento, avvertono infatti come un imperativo la necessità di accelerare la realizzazione degli allungamenti verso l’esterno di Milano delle metropolitane già esistenti, di quelle in costruzione e di quelle pianificate. Grazie alla soluzione proposta da Podestà, sarà più facile intercettare le 800mila vetture che entrano ogni giorno a Milano producendo livelli alti di inquinamento, e incolonnamenti costanti, che mettono a rischio la salute pubblica, abbassano la qualità della vita dei cittadini e rendono meno competitive le imprese.

In realtà, a detta di molti a Palazzo Marino, l'incremento voluto da Pisapia servirà solo a fare cassa. E a pagare saranno, come sempre, le fasce più deboli. "Questa amministrazione comunale è partita in campagna elettorale contrapponendosi ad un sistema che non funzionava - ha detto il presidente del consiglio regionale lombardo, Davide Boni - adesso mi domando e domando ai milanesi cosa sta succedendo. Milano non è così facile da gestire e continuando così i più deboli saranno esclusi dalla città di Milano, che sarà sempre di più una città per pochi".