CORRADO TEDESCHI «La mia Sabrina fa ridere senza volgarità»

Al San Babila la «favola» resa celebre da Audrey Hepburn nel film di Billy Wilder, con alcune varianti. Fra gli interpreti l’elegante Corinne Bonuglia

La tendenza c'è, e non si può negare: fare il cinema a teatro. Cioè portare sulla scena adattamenti di grandi pellicole più o meno datate. Le produzioni più recenti hanno titoli come Tootsie, La regola d'oro (tratto da Harry, ti presento Sally), Quattro matrimoni e un funerale. E Sabrina, in programma al teatro San Babila fino al 1° aprile.
Su quest'ultimo spettacolo, tuttavia, occorre precisare. Il titolo riporta milioni di menti allo strepitoso film di Billy Wilder del 1954, con Humphrey Bogart, William Holden e una Audrey Hepburn di scintillante bellezza (e anche a un evitabilissimo remake del '95 con Julia Ormond e Harrison Ford). Ma in realtà, l'origine di quei film è in un testo per il teatro scritto da Samuel Taylor.
«È questa la ragione che mi ha spinto a interpretarlo», spiega Corrado Tedeschi, impegnato nella parte del burbero Linus. «Si tratta di un testo elegante, sicuramente dinamico ma in cui, a ben vedere, non è che ci sia molto da ridere - prosegue l'attore -. Ciò mi ha dato modo di lavorare sul testo inserendo qualche battuta, cercando un po' di divertimento in più. Senza per questo snaturarlo rendendolo un testo comico».
Piccole modifiche anche sui personaggi. In scena appare, per esempio, una zia svampita (Milly Falsini) di cui nei film non c'è traccia. Decisamente fedele alla figura della protagonista, invece, è quella di Corinne Bonuglia, esile ed elegante come lo era la Hepburn. La regia è di Massimo Natale.
«Ridere senza traccia di volgarità mi pare, di questi tempi, un risultato clamoroso - dice Tedeschi -. Il teatro brillante è una certezza, capace di una dignità non inferiore a quello drammatico. Altrettanto vale per la commedia americana anni Cinquanta, che io adoro e che credo sia un genere vivo. Infatti l'anno prossimo porterò in scena Appartamento al Plaza, di cui fu protagonista Walter Matthau, in attesa di realizzare il mio sogno: una commedia di Jack Lemmon».
Grande cinema in scena, dunque, come nella tendenza di cui s'è accennato sopra. Sulla quale, però, Tedeschi fa i distinguo del caso. «È una moda da prendere con le pinze. Per portare a teatro i grandi film sono necessari gli attori. Solo così il risultato è ottimo. Ma spesso è un pretesto per mandare sulla scena personaggi che vengono dalla televisione, con tutte le conseguenze che ne derivano. È una delle tendenze del teatro attuale, che guarda un po' troppo al commerciale - conclude l'attore -. Di solito, quando ciò accade, senti il pubblico che esce e dice degli interpreti «Beh, se la sono cavata». Il teatro non ha bisogno di gente che se la cavi, ma di professionisti che sappiano stupire".
Sabrina
teatro San Babila
fino al 1° aprile