Cosentino e legge elettorale,Di Pietro attacca Napolitano

Il leader dell'Idv accusa il Capo dello Stato: "La Consulta ha fatto un favore al Quirinale". E sul voto alla Camera: "Napolitano non difende più la magistratura?"

Giornata intensa per la politica italiana: prima il no della Consulta al referendum sulla legge elettorale, poi un altro no, stavolta della Camera, all'arresto di Cosentino. Giornata intensa anche per l'Italia dei valori e per il suo leader, Antonio Di Pietro, che dà la colpa di tutto a Giorgio Napolitano.

In mattinata è arrivata innanzitutto la tegola la bocciatura del referendum sul cosiddetto Porcellum. Per la raccolta delle firme l'Idv è stata da sempre in prima linea e il no ha fatto irritare l'ex magistrato: "L’Italia si sta avviando lentamente verso una rischiosa deriva antidemocratica: manca solo l’olio di ricino", ha commentato Di Pietro parlando di scempio della democrazia. Poi ha ricordato che il governo "era nato solo per l’emergenza" e "ora deve restare fino al 2013 senza permettere ai cittadini di esprimersi": "È stato stravolto il principio democratico dei due poli visto che ora c’è una coalizione destra-sinistra". Di Pietro quindi, attacca la Corte Costituzionale, "arrivata addirittura al punto di impedire al popolo italiano di scegliere quale legge elettorale vuole. La scelta sul secondo quesito non ha nulla di giuridico o costituzionale ma solo politico e di piacere al Capo dello Stato e alle forze politiche di una maggioranza trasversale e inciucista". E il leader dell'Idv arriva persino a insinuare che si possa arrivare a un regime "se non viene fermata dal popolo con il voto questa volgarità". Immediata la replica del Quirinale che bolla quella di Di Piero come "un'insinuazione volgare e del tutto gratuita che denota solo scorrettezza istituzionale".

Subito dopo la notizia della mancata autorizzazione all'arresto di Cosentino. Anche questa volta per l'Idv è tutta colpa di Napolitano: "In democrazia nessuno è esente da critiche, neanche il capo dello Stato. Questo governo l’ha voluto lui, questa maggioranza l’ha voluta lui: ma il capo dello Stato intende difendere la magistratura o no?". Secondo il leader dell’Idv, oggi a Montecitorio si è assistito a un "mercato delle vacche (con tutto il rispetto per le vacche), ad uno scambio di favori tipico delle società criminali" che ha garantito l’impunità a Cosentino: "Questo è un Parlamento che non è in grado di rispettare le leggi e la Costituzione, non c’è più titolo morale, etico, politico per cui ogni parlamentare di questo Parlamento resti al proprio posto: prima si va alle elezioni e meglio è".